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Intervista a Stefano Back

Oggi incontro Stefano Back, vicepresidente federale, per fare il punto dopo il primo anno di vita del nuovo Consiglio.
Per i pochi che non lo conoscono Stefano è un bridgista veneto di lungo corso, già inserito nei quadri federali come dirigente locale e regionale; è iscritto agli albi sia come arbitro che come insegnante, oltre ad essere assiduo frequentatore, anche insieme alla moglie Rossana, dei vari Campionati: insomma conosce il mondo del bridge italiano sotto tutti gli aspetti. Gli mancava soltanto un incarico a livello nazionale e adesso ha colmato questa lacuna.
Ho chiesto a Stefano di rilasciare questa intervista, in assenza di altri validi canali comunicativi, animato da spirito di servizio, al fine di conoscere la posizione ufficiale della Federazione su alcune questioni; l’incarico che egli ricopre ne fa un interlocutore qualificato e, condividendo obiettivo e spirito, si è prontamente dichiarato disponibile. Certamente non si possono esaurire tutti gli argomenti, troppe sarebbero le domande da porre, ma mi auguro che questa conversazione sia considerata almeno un contributo alla chiarezza, nelle more che si stabilisca quel rapporto centro/base che finora non è decollato.

Ciao Stefano, grazie di avere accettato di rispondere a qualche domanda. Anche se forse non molto conosciuto dalla massa dei bridgisti, almeno fino a qualche mese addietro, sei risultato il primo eletto fra i Consiglieri nel corso dell’ultima Assemblea. Era un risultato atteso o ti ha sorpreso?
Ti assicuro che non mi aspettavo un così premiante risultato personale perché pensavo di non essere conosciuto e considerato dalla maggioranza dei bridgisti, poi ho scoperto con piacere che invece non era così.

Il primo anno di questa gestione è stato certamente molto intenso e pieno di sorprese spesso poco piacevoli: con quale spirito avete affrontato le obiettive difficoltà che si sono presentate?
Ti dirò che l’unica riunione del Consiglio senza sorprese è stata la prima, quella tenuta al CONI subito dopo l’assemblea, poi i le difficoltà si sono presentate a cascata, quando riuscivamo a superarne una ne arrivava subito un’altra. Dopodiché al grido di “uno per tutti e tutti per uno” le abbiamo affrontate e, spero, superate.

Senza volere fare una inutile classifica c’è stata una questione, un problema che vi ha preoccupato più di altri? E come lo avete risolto?
Mah, forse la mancata approvazione del Bilancio 2016 e della prima nota di variazione 2017, eravamo preoccupati perché eravamo ingessati senza possibilità di programmazione di spese extra budget. Il problema si è risolto a fine anno grazie all’opera congiunta di alcune persone.

Dal verbale dell’ultimo Consiglio Federale si apprende che sei stato incaricato, unitamente al Dott. Conforti, di seguire la trattativa con E.B.L. per la richiesta di rimborso avanzata da quest’ultima in merito alla manifestazione di Montecatini. Una vicenda che alla Federazione è già costata una considerevole cifra, tra l’altro non ancora pubblicamente definita, e che sembra non avere fine: a che punto è effettivamente la questione e come pensi possa risolversi?
Siamo ancora in fase di trattativa, in ogni caso la Federazione ritiene che le pretese EBL siano immotivate e senza fondamento alcuno e pertanto riteniamo che nulla sia dovuto ad EBL.

Nei limiti imposti da una naturale riservatezza sarebbe opportuno fare chiarezza su un paio di questioni: la prima è quella relativa alla nomina degli organi giudiziari, che ancora non è del tutto conclusa considerato che il Consiglio è stato costretto a ritornare in parte sulle precedenti scelte, anche su invito (o imposizione?) dello stesso Presidente del CONI. A ciò si aggiunga la notizia (vera?) che anche il Presidente del Tribunale Federale debba lasciare per sopravvenuta incompatibilità. Da te mi aspetto (spero) finalmente la versione autentica: cosa è davvero successo? E pensi che queste vicende avranno un effetto negativo sulla Giustizia Federale e sulla sua credibilità?
Per quanto riguarda il Presidente del Tribunale Federale eravamo informati del reintegro nei ranghi della Magistratura, e lo stesso avv. Feleppa ci ha comunicato che avrebbe richiesto autorizzazione a svolgere incarico presso gli Organi di Giustizia Federale FIGB.
Per l’altra questione noi siamo legati alle insindacabili indicazioni della Commissione di Garanzia ed alle interpretazione lessicali; c’è stato uno scambio di corrispondenza a tre fra I Presidenti ed alla fine il Presidente Malagò ha stabilito quanto appare dalle delibere.

La seconda, sulla quale non si riesce ad avere una risposta esaustiva che sgombri il campo da ogni equivoco, dubbio e sospetto: la questione Di Sacco. Nell’ultima intervista rilasciata il Presidente ha dichiarato che si sarebbe lavorato per una “soluzione equa che non scontenti nessuno” ma così finora non è stato. Puoi spiegare come mai non sia stato possibile inserire nell’organizzazione federale una tale rilevante personalità?
Dopo che il Consiglio Federale ha nominato il Direttore della Scuola Arbitrale, il primo che è stato interpellato per un incarico di docenza è stato di Sacco, gli è stata delineata la squadra con la quale avrebbe dovuto collaborare e gli sono state prospettate le condizioni operative. Di Sacco ha posto delle condizioni irrinunciabili che, purtroppo, la Federazione ha ritenuto irricevibili e pertanto il possibile rapporto di collaborazione non ha avuto alcun esito.

Un noto giocatore e insegnante, tra l’altro tuo corregionale, ha pubblicamente lamentato la mancanza di risposte da parte del vertice federale ad alcune sue dettagliate richieste in merito ad una interpretazione arbitrale del regolamento. Sembra che connessa a questa vicenda sia stata la decisione di interrompere per tanti mesi la molto seguita ed altrettanto apprezzata rubrica “l’esperto risponde” su BD’I online curata appunto da Di Sacco. Hai qualcosa da dire al riguardo? (Nota: appena ripristinata con altri curatori).
Sono venuto a conoscenza della questione a dicembre quando sono stato avvicinato da alcuni amici comuni che mi hanno chiesto cosa c’era di vero, sono caduto dalle nuvole perché la sospensione della rubrica era dovuta ad altre cause non ultima quella che a fine 2016 non era stato rinnovato l’incarico (ultima delibera la 84/2015), per cui Di Sacco stava lavorando gratis. Quando poi l’attuale Consiglio ha rinnovato gli incarichi di collaborazione e consulenza si è lasciata da parte la rubrica “esperto risponde” poiché rientrava nella ristrutturazione della Scuola Arbitrale ed a Di Sacco è stato affidato (del. 65/2017) l’incarico di collaborazione Tecnica alla Rivista BdI e BdI on Line (cartoline dall’estero, articoli di tecnica bridgistica e di cronaca). Inoltre il giocatore in questione ha avuto risposta sia dal Presidente Federale che dal Presidente del Settore Arbitrale; aggiungo che l’arbitro capo Riccardi (arbitro n°1 EBL e n°1 cohead WBF) ha risposto ai suoi quesiti.

Parliamo del programma e della sua attuazione: cominciamo dagli impegni mantenuti. Sembra ormai definita la questione della riorganizzazione e del ridimensionamento dell’organico dipendenti: 4 elementi in meno costituiscono un ottimo risultato e, tra l’altro, consentono di scendere sotto la fatidica soglia di 15. Avete incontrato particolari difficoltà? Se possibile si può conoscerne il costo complessivo dell’operazione? E soprattutto non ha creato dissapori e/o insoddisfazione fra il personale?
Per il momento abbiamo solo tre unità in meno, delle quali una Categoria Protetta, ma riguardo a quest’ultima dovremo assumerne a breve temporaneamente un’altra, e non siamo ancora arrivati sotto la fatidica soglia, in ogni caso sono anche state eliminate alcune onerose collaborazioni assorbendo negli uffici i relativi incarichi; la prima fase del completamento della riorganizzazione degli uffici e del personale dovrebbe concludersi entro l’anno. Difficoltà quando si parla di personale ce ne sono sempre, per fortuna fra di noi ci sono persone molto esperte e preparate. L’operazione ha sicuramente un costo che però è legato al momento della risoluzione del contratto di lavoro ed è ampiamente ammortizzato a breve termine. Per il resto quando si comincia una riorganizzazione del lavoro con riduzione del personale non ci si possono attendere balli e festeggiamenti.

La riduzione della rivista cartacea ad un numero unico, tipo almanacco annuale, è ormai definita anche se non da tutti accettata di buon grado; di contro non si è visto il rilancio della rivista on line che dovrebbe “compensarne” l’abolizione. Tra l’altro non si comprende bene l’assunzione di un Direttore di Bridge d’Italia, con un compenso sicuramente non minimale, anche se nella relativa delibera (n. 117/2017) si fa vago riferimento ad altre attribuzioni. Come si spiega questa apparente “incongruenza”? E quando potremo leggere la nuova rivista on line?
Anche se si tratta di numero unico ci vuole sempre qualcuno che scriva, che coordini chi scrive e che verifichi che non si commettano errori; per l’on line abbi pazienza: l’incarico è stato affidato a fine novembre, un po’ di tempo ci vuole e poi la riorganizzazione dei siti è parte integrante del progetto di promozione.

Revisione classifiche di merito: il nuovo regolamento, specie in alcuni punti, appare piuttosto astruso. In buona sostanza l’impressione è che non ci sia stata una “rivoluzione” ma soltanto una revisione verso l’alto dei parametri con corrispondente aumento dei punti federali disponibili; la vera novità è rappresentata dalle qualifiche “honor”, forse per tacitare i più anziani la cui categoria era bloccata da anni. Visto che tu hai attivamente partecipato alla stesura del regolamento, puoi spiegare i criteri adottati? Pensate di avere così risposto all’esigenza di ottenere classifiche aderenti al reale valore dei giocatori?
Il problema qui era quello di uno stato di fatto ormai acclarato per cui o si entrava nel sistema a gamba tesa, usando l’ascia di guerra e tagliando, tagliando, tagliando… oppure si cercava una soluzione che permettesse sia una gratificazione a coloro che giocano per divertirsi (anche partecipare ad un Campionato può essere divertimento) sia riconoscere un quid a coloro che, pur all’interno della 1^ Picche, sono riconosciuti essere una (anche due) spanna sopra agli altri e con l’utilizzo dei Punti Piazzamento e dei Punti Campionati ritengo abbiamo raggiunto lo scopo. Inoltre le modifiche ai “quorum” “franchigie” ecc. porteranno, penso già dal 2019, alla ricostituzione della piramide dei valori.

Modifiche al tesseramento: anche in questo campo è stato compiuto un maquillage ma non sembra che ci siano effettivi benefici per i bridgisti, anche se il Presidente ha parlato di una prevista riduzione di incassi di ca. 80.000 €. Il forfait, pure se sotto forma diversa, esiste ancora e 50 € per la fase finale di un Campionato – dopo averne pagati 20 per la selezione regionale – sembrano troppi. Vuoi chiarire in termini semplici quali sono i vantaggi rispetto al passato?
Termini semplici è una parolona, comunque ci provo.
Primo: l’utilizzo della Carta ti dà più possibilità di partecipazione rispetto agli anni passati (ad esempio con la Platino fai tutti i tipi di campionato anche quelli che fino ad ieri pagavi a parte)
Secondo: non paghi 20+50 perché, a parte la Coppe Italia, la fase finale la giochi l’anno successivo per cui quest’anno paghi la selezione 20€ e, se passi, l’anno prossimo paghi 50€. Per il 2018 anche coppie mx e libere, poi si verificheranno i risultati.
Terzo: quando c’erano le lire fare un Campionato a Coppie costava £ 70.000 per la fase locale + £ 70.000 per la finale nazionale.

Per il resto, salvo mie dimenticanze, non mi pare ci siano altri punti qualificanti del programma già attuati. Ve ne sono invece molti che non solo sono stati disattesi ma addirittura del tutto smentiti.
Scusami ma forse ti è sfuggito qualcosa, brevemente ti elenco le cose che, in meno di un anno, sono state fatte o sono in corso di attuazione:

  • Riduzione dei costi (ci sarà evidenza di risultati importanti in fase di presentazione del bilancio),
  • riorganizzazione personale dipendente con riduzione del personale,
  • ritorno ad una nazionale open di alto livello,
  • investimenti in promozione,
  • eliminazione del forfait Campionati,
  • revisione campionati con riduzione sostanziale del numero di week end impegnati in campionati con riduzione di 1 a salso ed eliminazione di tutti i doppioni regionali e quindi spazio alle associazioni,
  • revisione categorie giocatori e punti,
  • azzeramento della quota figb per tornei nazionali e internazionali,
  • revisione collaborazioni esterne,
  • riduzione numeri BdI,
  • revisione degli albi.

E forse ho dimenticato qualcosa. Altri punti sono in corso di studio/realizzazione, talora (statuto, procedure elettorali) direttamente da parte del CONI, ovviamente per tutte le FSN/DSA.

Di alcune realizzazioni abbiamo già accennato, esaminiamone ancora qualcuna tra le più significative. Cominciamo dalla revisione del calendario agonistico e delle formule dei Campionati, in particolare la riduzione delle fasi finali ad un numero limitato di coppie/squadre: vero che esiste il problema “Salsomaggiore” e la necessità di assicurare un minimo di presenze, ma questo era già noto al momento della presentazione del programma. Apprezzabile che sia stata raggiunta con gli Enti locali una intesa, valida fino al 2020, sicuramente più vantaggiosa per i bridgisti rispetto al passato, ma rimane il fatto che un impegno programmatico sarà del tutto disatteso. Puoi chiarire il perché di questo passo indietro su un punto cruciale?
Innanzitutto non potevamo operare una drastica riduzione nel 2018 poiché ci sono i diritti acquisiti e, chiaramente, questi vanno rispettati. In ogni caso abbiamo cominciato ad eliminare i Campionati che non riscuotevano più il favore dei bridgisti e, dove era possibile, si è provveduto alla riduzione ed alla contrazione dei gironi., opereremo le riduzioni ove necessario (es. ambito femminile in alcune gare) mentre per le altre si vuole prima verificare il trend locale di partecipazione alla luce delle modifiche introdotte, inoltre l’analisi della partecipazione a Salso ci ha chiaramente mostrato che una certa fascia di tesserati ci vogliono proprio venire, esattamente come altri hanno piacere di giocare i simultanei;

Non è stato razionalizzato il meccanismo dei “prestiti” per cui continuerà a verificarsi che un giocatore, nel corso della stessa stagione, potrà giocare per squadre diverse. Poiché il professionismo nel bridge, purtroppo a mio parere, non è normato non si rischia così di agevolare un “mercato” senza regole? Intendete porvi rimedio in futuro oppure il problema è stato accantonato?
Non è stato accantonato, la Commissione Campionati si è posta il problema ma le soluzioni esplorate non hanno trovato l’approvazione di tutti cosicché stiamo valutando le opzioni che si erano presentate alla luce dei dati statistici che ci potrà fornire il settore Anagrafico della Federazione.

Nonostante da circa tre mesi sia stata ingaggiata una professionista per realizzare una mirata azione di promozione e marketing, da quanto si legge nel verbale del recente C.F. siamo ancora a livello di “studio” mentre il tempo inesorabilmente trascorre. Considerato che i risultati di una qualsiasi attività promozionale richiedono tempi medio-lunghi è improbabile che questo Consiglio ne raccolga appieno i frutti, ammesso che ne arrivino. Avete pianificato con l’interessata tempi stretti di realizzazione e di misurazione degli effetti? Invece che affidare un incarico “sulla fiducia” non sarebbe stato preferibile vagliare più progetti e scegliere quello ritenuto più meritevole?
Parto dalla fine della tua domanda: finora si sono buttati soldi e risorse dalla finestra, dalla porta e dagli abbaini, per progetti di formazione che hanno avuto risultato zero. Vagliare più progetti ed effettuare una scelta significava che o eravamo in grado di compiere una valutazione (cosa che nessuno di noi si sente in grado di fare) oppure avremmo dovuto formare una Commissione ad hoc fatta da esperti del campo, sinceramente a parlare di Commissione esterna mi viene l’orticaria, e a fine mandato saremmo ancora qua a valutare i progetti. Abbiamo trovato una professionista che, per fortuna, è anche bridgista e perciò sa di cosa parla. Il progetto è stato approvato in linea di massima dall’ultimo CF che ha dato piena delega al Presidente e l’attività in pieno svolgimento, sono in corso di definizione le fasi esecutive, entro qualche mese, il progetto definitivo dovrebbe partire e poi entrare a regime con la tempistica prevista dal progetto stesso. Ti posso assicurare che non ci interessa raccogliere (speriamo) i frutti del progetto, i risultati possono benissimo premiare coloro che verranno dopo di noi, ci basta che ci siano i risultati.

A proposito di promozione e tesseramento: i numeri dicono che, senza andare troppo lontano nel tempo, negli ultimi anni i tesserati sono diminuiti di almeno 4/5 mila unità. Una prima azione che non dovrebbe offrire troppe difficoltà e potrebbe ottenere immediati risultati concreti, tra l’altro prevista nel programma, sarebbe quella di operare un recupero dei tanti tesserati che hanno abbandonato. E’ stato già fatto qualcosa in merito o almeno è in previsione?
Sì, c’è un progetto dell’apposita Commissione che abbiamo discusso l’ultima volta che ci siamo incontrati e che deve avere ancora qualche aggiustamento prima di essere portata in approvazione nella prossima riunione di Consiglio.

Nel tempo che viviamo elettronica ed internet offrono continue opportunità fino a ieri impensabili. Si continua a parlare di piattaforme multimediali per un bridge “virtuale”, basta guardare BBO in continua evoluzione: tante sono le idee e tanti i progetti per sostituire i nuovi device alle “obsolete” carte da gioco. Certamente un mondo con il quale tutti, Federazione compresa, devono fare i conti. Anche la W.B.F. sembra non intenda lasciarsi sfuggire l’occasione offerta dal nuovo mezzo. A parte l’avere deciso in via sperimentale di utilizzare i tablet per i prossimi Campionati under 26 e under 40, quali sono i progetti della Federazione su questo argomento?
Intanto facciamo questo esperimento, poi si vedrà. Personalmente ti confesso che preferisco tenere le carte in mano anche se ritengo che si arriverà ad una interconnessione fra il bridge virtuale e quello reale ma sicuramente non per fare cassa con i punti “brodo” come li ha chiamati Leone.

Tasto dolente che abbiamo già avuto modo di affrontare: la comunicazione. Nonostante le buone intenzioni manifestate fin dai primi giorni, su questo versante la Federazione è molto, direi troppo, carente. C’è stato qualche timido tentativo quando il Presidente ha pubblicato le sue considerazioni su alcune decisioni assunte ma poi tutto si è bloccato. Le notizie spesso si leggono prima su Facebook che sugli organi istituzionali; a volte si ha l’impressione – almeno è la mia – che abbiate una sorte di “timore” o “diffidenza” riguardo al confronto. Per non parlare del rapporto con stampa e media (social compresi), pure previsto nel programma, e del tutto assente. C’è nel Consiglio la volontà di fare cadere definitivamente questo muro? E, in caso affermativo, in che modo?
Qui purtroppo mi trovi impreparato, io sono un a-social nel senso che il confronto mi piace farlo di persona, vis a vis, e non su una piattaforma dove si può scrivere tutto ed il contrario di tutto e difficilmente si ha la possibilità di replica immediata (a meno che tu non abbia niente da fare e rimani collegato a Facebook piuttosto che a Twitter o altro h24) per cui quando parte una fake-news quando rispondi il danno è fatto. Spesso in quegli ambiti viene volontariamente fatta controinformazione, ma noi rispondiamo con i fatti perché tempo da perdere non ne abbiamo e corriamo tutti; comunque dovremmo fra poco concludere i contatti per un addetto stampa (o come lo vuoi chiamare) mentre è attiva la pagina Facebook della Federazione.

A questo riguardo il Presidente aveva espresso l’intenzione di creare una piattaforma “tipo social” per interloquire direttamente con le Associazioni e i tesserati. Sai se il progetto sia stato abbandonato?
Come ti ho detto prima c’è già la pagina Facebook ed inoltre è attiva la casella di posta dedicata, quella per i tesserati, quella degli esperti, e sul sito la pubblicazione, quasi in tempo reale, dei verbali e delle delibere.

Il Presidente si era altresì impegnato, anche se verbalmente, a rendere pubblico un rendiconto periodico delle entrate/uscite federali: salvo errore nel corso dell’anno appena concluso non si è visto nulla. Tralasciando il Bilancio 2017 che deve essere formalmente approvato, non sono stati ancora pubblicati né il Bilancio preventivo 2018 né i consuntivi della manifestazione di Montecatini e della spedizione a Lione. Puoi dire qualcosa al riguardo?
Ritengo che tutti noi ci siamo impegnati a rendicontare periodicamente entrate e uscite ma nel corso del 2017 la cosa non è stata possibile per i ben noti motivi mentre per il resto non appena il Bilancio 2017 ed il Budget 2018 saranno approvati potremmo illustrarli in apposite Assemblee Regionali o Interregionali; il Consuntivo di Montecatini non è ancora chiuso poiché c’è ancora qualche posta da definire, ma in ogni caso siamo intorno ai 110.000,00 € di perdita, mentre la spedizione di Lione chiude con 85.000 € in uscita per la partecipazione più 12.000 euro in premi/podio per l’argento dei senior più briciole per l’assegnazione di un lingottino d’argento ricordo sempre ai senior (consegnato a Salso ai Campionati)

Siamo tutti consapevoli che molte delle decisioni del Consiglio sono dettate anche, o soprattutto, dalle esigenze di bilancio. Ormai sembra del tutto scongiurato il rischio connesso alla operazione “Open Beach” e questo dovrebbe in parte tranquillizzare. Per il corrente anno sembra sia prevista ancora una perdita a cui potrebbero aggiungersi altri esborsi imprevedibili a causa degli sviluppi di alcune questioni. Come definiresti la situazione finanziaria della Federazione? E come pensate di fare fronte ad eventuali difficoltà economiche?
Dal punto di vista finanziario non ci sono problemi perché il patrimonio della Federazione è solido e ci sono discrete risorse a disposizione, ciò che ci preoccupa è l’andamento corrente poiché la tendenza è quella di una contrazione delle entrate a parità di uscite. Quello su cui ci siamo concentrati in questi mesi è la razionalizzazione e la riduzione di alcune voci d’uscita i cui effetti devono essere strutturali anche se, ad un primo impatto, può sembrare il contrario.
Il Budget 2017 prevedeva un disavanzo importante per l’organizzazione di Montecatini, che però prevedibilmente avrebbe richiesto ulteriori notevoli risorse (da cui la prima nota di variazione Budget 2017), ma le azioni messe in atto dal Consiglio e una gestione oculata delle risorse ha determinato una contrazione del disavanzo previsto, questo insieme alle altre azioni del Consiglio ha liberato risorse che hanno consentito di erogare contributi agli Affiliati in misure maggiore rispetto all’anno precedente, di effettuare un paio di necessari accantonamenti e di chiudere comunque bene il Consuntivo 2017.
Il nostro scopo non è creare utili ma investire nel futuro

Recentemente è sorta la questione del software BRIDGEST il cui contratto di utilizzo, scaduto a fine 2017, non è stato rinnovato e sarà sostituito con altro s/w commissionato ad una società specializzata. Puoi chiarire come mai sia stato deciso di privarsi di un prodotto affidabile e apprezzato? E non pensi che ciò possa creare qualche problema alle Associazioni meno “informatizzate”?
Bridgest è stato sostituito con la versione “user friendly” del SW utilizzato da anni dalla Federazione nella gestione Campionati e da qualche ASD per la gestione Tornei, detta versione viene corredata di manuale d’istruzioni passo-passo pensato per i meno informatizzati. La Federazione fornisce gratuitamente il SW alle ASD ed agli arbitri, però il SW ha un costo e quello di Bridgest non era sostenibile mentre l’accordo per wrama comprende anche la gestione software campionati; è’ solo un problema di mercato.

Non possono mancare un paio di domande di carattere puramente sportivo. Dopo il ritorno della Signora Lavazza alla guida della squadra open molte chiacchiere, troppe forse, si rincorrono tra i “bene informati”: a che punto è l’allestimento della squadra? Risponde al vero che sussiste qualche dubbio per la nuova coppia Duboin/Donati, già data per certa, posto che dovrebbero giocare esclusivamente in azzurro e quindi avrebbero poche occasioni per affinare sul campo l’affiatamento?
Mi chiedo sempre chi sono i “bene informati”, alla tua domanda possono rispondere solo in tre: la Signora Lavazza, Giorgino Duboin e Giovannino Donati “quartum non datur”. In ogni caso lo sapremo presto con la designazione dei componenti della nazionale open da parte della Signora Lavazza.

Tra pochi giorni si disputerà la semifinale della selezione della squadra femminile che parteciperà al prossimo Campionato Europeo. Hanno accettato la sfida solo 4 squadre di cui 2 fanno capo ad un unico sponsor che, incidentalmente, è anche il Vicepresidente Vicario federale. Ritenete che questo esito sia il prodotto di un Bando troppo vincolante oppure è proprio che in Italia non ci sono bridgiste all’altezza di una simile competizione? In mancanza di un Commissario Tecnico, responsabile delle scelte, non sarebbe stato preferibile indire una selezione a coppie aperta a chiunque, senza imporre eccessivi vincoli?
Solito discorso: selezione si, selezione no. Premesso che sono contrario alle selezioni, la selezione a coppie lascia sempre adito ad ipotesi di pastette oppure di favori ad amici ed amici degli amici; già l’anno scorso si è registrata una levata di scudi perché in una delle coppie scelte militava la nostra first lady, perciò penso che la selezione a squadre sia stata l’unica strada percorribile in questo momento.
Bridgiste all’altezza ci sono, infatti qualche nome noto brilla per la sua assenza, ma secondo me è questione di riuscire a formare una coppia, e poi una squadra, non di formula.
Quello che faremo è la creazione di un vivaio, sia maschile che femminile, per prepararci al futuro.
A proposito: dov’è che il bando è “troppo vincolante”?

Argomento obbligato: il delicato affaire Fantoni/Nunes. Riepilogo per i meno informati: la sentenza del C.A.S. di pochi giorni addietro, che ha annullato le precedenti condanne in sede europea, ha scombussolato un ordine che sembrava ormai consolidato. In Italia ancora pende contro la sentenza federale un ricorso presso il T.A.R., calendarizzato per il prossimo 18 dicembre. Esiste anche una richiesta di risarcimento per una cifra molto importante che, mentre fino a ieri poteva apparire temeraria, alla luce della nuova sentenza assume ben altra rilevanza.
Senza essere esperti di diritto sportivo si può supporre che la questione sia giuridicamente alquanto complessa, anche perché sull’argomento si è espresso il Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI.
E’ stato già delineato il comportamento della Federazione? Preferibile aspettare gli sviluppi in sede giurisdizionale? Oppure proporre una revisione del “processo” e della sentenza, in alternativa valutare anche la “grazia” (sempre che sia consentita dalle norme), perseguendo nello stesso tempo un tentativo di transazione amichevole?
La sentenza del CAS ha annullato solamente la squalifica comminata dall’EBL e non ha riflesso alcuno su quanto hanno sentenziato le diverse Federazioni (FIGB, ACBL). La Federazione rimane sulle proprie posizioni anche perché sia la revisione del processo (nei casi in cui la stessa è ammissibile) che la grazia devono essere richieste dal condannato e non possono coesistere con un giudizio di risarcimento danni o anche solo con un giudizio, in sede extrasportiva, che tenda ancora ad un sostanziale annullamento della sentenza di condanna. Certamente, nel momento in cui ci fossero le condizioni perché si acceda all’una o all’altra procedura, il C.F. svolgerebbe con la necessaria attenzione i compiti istituzionali di sua competenza.

Ultima domanda: anche se ancora presto per trarre conclusioni, come sta andando il tesseramento per il 2018? Ritieni che ci sarà anche una pur minima inversione del trend negativo?
E’ ancora troppo presto per avere un dato plausibile ma credo che il trend negativo proseguirà ancora, però io sono un pessimista speranzoso!

Mi auguro, grazie alla gentilezza dell’interlocutore, di avere reso un servizio gradito ai bridgisti e alla stessa Federazione: offrire ai tesserati ulteriori elementi per valutare, nel bene e nel male, l’azione di questo Consiglio.
Ti ringrazio ancora Stefano e tanti auguri di buon lavoro.

Eugenio Bonfiglio

Eugenio Bonfiglio (BNN267, Canottieri Olona Milano) si è avvicinato al Bridge da una dozzina di anni e si è subito appassionato anche se troppo tardi per raggiungere apprezzabili risultati sportivi, ma ancora in tempo per divertirsi... Ma non è mai detto...

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