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Errata informazione

Pongo un quesito alla rubrica “l’esperto risponde”, ritornando sul tema della discrezionalità dell’Arbitro che ho visto essere argomento che dà origine a parecchi dubbi.
In occasione di un simultaneo giocato in coppia con un Allievo (ma mi reputo anche io tale essendo al primo anno iscrizione come ordinario sportivo), alla richiesta di chiarimento sulla licita del mio compagno, e non avendo preso accordi specifici, fornisco una spiegazione sbagliata alla coppia avversaria; questi, basandosi sulla mia informazione, chiudono senza indugio un contratto che non viene rispettato.
A fine mano, viene chiamato l’Arbitro a cui non nego di avere “depistato” gli avversari (ma anche io non avevo capito) e che, fin qui ritengo correttamente, assegna mano positiva alla coppia avversaria. Il punto di domanda che sollevo, e per cui chiedo il vostro parere, è relativo alla sanzione applicata.
Non entro nel dettaglio della mano e della licita che è secondario (essendo un simultaneo, la posso rintracciare facilmente) e vi pongo una questione di principio chiedendovi “cosa prevede il regolamento in tema di penalità per errata informazione?”
Pongo il quesito perché, basandosi sulle affermazioni fatte dalla coppia avversaria, è stato riconosciuto come fatto un contratto che era stato chiamato solo da parte della sala ma che andava oltre il par della mano; ci è stato quindi inopinatamente assegnato uno zero senza possibilità di replica.
Ed ancora, può essere quello del risultato dei contratti giocati nella sala il criterio valido sa usare in questi casi? Se il fatto fosse successo alla prima mano, si aspettava la fine del torneo per stabilire la penalità?
Mi fermo qui, riservandomi di fornire, se ritenuti necessari, tutti i dettagli della mano.
Grazie anticipate per la risposta.
Giovanni Vetrano

Risponde Antonio Riccardi

Ciao Giovanni,
il regolamento non prevede “una “penalità per errata informazione” bensì “di recuperare il più fedelmente possibile il probabile risultato che sarebbe stato ottenuto qualora l’infrazione non fosse occorsa” (Articolo 12 del Codice di Gara, paragrafo C1b).
L’obiettivo principale non è perciò quello di adeguare il risultato al par della sala ma presumere quello che sarebbe successo con l’informazione giusta (nel tuo caso mi sembra di capire “non abbiamo accordo di coppia”) con un occhio di riguardo alla linea innocente.
Per assegnare il punteggio arbitrale l’Arbitro chiederà perciò alla linea innocente quale sarebbe stata la sua azione (licita e/o gioco) con l’informazione giusta.
Nel caso vengano proposte azioni dubbiose o che sembrano essere state suggerite dalla conoscenza di tutte le carte può consultare giocatori dello stesso livello, guardare i risultati agli altri tavoli e assegnare eventualmente un punteggio ponderato.
Immagina, ad esempio, che la linea innocente abbia chiamato, unica nella sala, uno slam e sia andata down causa un errata informazione ricevuta mentre, con l’informazione giusta, avrebbe facilmente o molto probabilmente mantenuto il contratto.
E’ ovvio che, pur essendo gli unici in sala ad aver chiamato lo slam, l’arbitro assegnerà loro il contratto mantenuto.
Ti ribadisco comunque che il primo elemento di valutazione sono le ragioni addotte dalla linea innocente.

 

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