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National Americano a Philadelphia

Nella notte italiana di domenica si è concluso il National Americano di Primavera. L’appuntamento itinerante degli Stati Uniti ha avuto questa volta come sede Philadelphia, la città che è stata lo sfondo della preparazione della dichiarazione d’indipendenza e della Costituzione statunitense, scritta proprio di fronte alla sede di gara in cui gli appassionati di Bridge si sono riuniti per i dieci giorni della manifestazione.

Dall’8 al 18 Marzo, si sono susseguiti senza sosta dal mattino alla notte centinaia di tornei organizzati dalla American Contract Bridge League (ACBL, la Federazione americana di Bridge) per accontentare tutti i gusti e i livelli di gioco dei suoi tesserati, nonché eventi di approfondimento per arbitri, insegnanti e responsabili di Associazione. Durante lo stesso periodo (precisamente dal 9 all’11 Marzo), la Federazione Mondiale di Bridge (World Bridge Federation, WBF) ha riunito il suo Consiglio Esecutivo, introducendo alcune novità di considerevole impatto, come l’inserimento di un evento Misto e l’innalzamento del numero di partecipanti ai Campionati del Mondo, con ciò offrendo due posti in più alle nazioni europee.

Alcuni eventi dei Campionati americani hanno portata internazionale: partecipano squadre provenienti da ogni angolo del globo e il livello è paragonabile a quello di un Campionato maggiore.
Il torneo di punta del National di Primavera è la Vanderbilt. Altri appuntamenti di particolare interesse sono il Kay Platinum Pairs e il Lebhar IMP Pairs, che approfondiremo in questo articolo.

La Vanderbilt

Al torneo a squadre a KO che costituisce il pezzo forte del National Americano hanno partecipato numerosi italiani. Le formazioni coi nostri connazionali in gara:

Le 77 rappresentative iscritte sono state ridotte a 64 tramite un primo turno di gara da cui sono state escluse le prime 25 teste di serie. Le altre 52 hanno giocato divise in raggruppamenti da quattro, in ciascuno dei quali le prime tre classificate hanno superato il turno. Le 39 squadre così selezionate e le 25 teste di serie hanno quindi riempito i 64 spazi del tabellone e, martedì, hanno preso il via gli incontri a KO.

Lavazza, Cayne, Mittelman, Verbeek hanno superato molto agevolmente il primo step. Non così purtroppo Rippey e i ragazzi della squadra Fellus. Questi ultimi si sono immediatamente rimessi in sella e il giorno dopo hanno conquistato il primo posto in un evento a squadre Swiss.

Il giorno successivo, Cayne ha incontrato Verbeek ed inevitabilmente una delle nostre portabandiera ha lasciato il tabellone. Nella squadra americana-olandese l’unico italiano è Dano De Falco. Ad avere la meglio è stata la corazzata Cayne di Lauria-Versace-Donati, che è riuscita quasi a doppiare l’avversaria.
Mercoledì superato brillantemente anche per Lavazza, che ha affrontato PD Times, spingendo la rappresentativa cinese a un ritiro anticipato dopo averla distanziata di 115 imp in tre round. Purtroppo, Mittelman ha avuto la peggio contro la formazione americana-polacca Berg  (Mary Ann Berg, Jason Feldman, Krzysztof Buras, Grzegorz Narkiewicz, Michal Kwiecien, Marcin Lesniewski) (106-132), apparsa a Philadelphia in grande forma e capace di infrangere uno a uno i sogni dei nostri tifosi.
Usciti dalla Vanderbilt, Manno-Di Franco sono riusciti a qualificarsi da ottavi per la finale del torneo a Coppie Silodor Open Pairs, conquistando infine il decimo posto.

Tornando a Berg, la squadra è riuscita nell’impresa di abbattere anche Cayne, quando al turno successivo ha prevalso 140-125. Solo Lavazza è riuscita ad avanzare allo step successivo, fermando la forte rappresentativa di capitan Schwartz (132-123), che ha reclutato alcuni dei giocatori di punta del panorama europeo: i bulgari Stamatov-Danailov e gli inglesi Gold-Bell.

Il giorno seguente, l’unica squadra con italiani rimasta in gara ha affrontato proprio Berg. L’esito è stato particolarmente doloroso. La trasmissione in diretta su Bridge Base Online proponeva il risultato di 120-119 a favore di Lavazza: un minimo, ma enorme, vantaggio, sufficiente a superare l’abisso fra quarti e semifinale. Ma sull’esito dell’incontro pendeva la spada di Damocle di una decisione arbitrale in sospeso relativa al terzo segmento. L’intervento riguarderebbe un caso di incomprensione di coppia ai due lati del sipario che avrebbe portato a un errato alert che, secondo l’arbitro, avrebbe indotto all’errore gli avversari. La decisione ha spostato 13 imp (Lavazza aveva guadagnato uno nella mano e infine ne ha persi 12). Il punteggio finale è, quindi, di 131-119 a favore di Berg.

In Semifinale, Berg ha incontrato Nickell (Nick Nickell, Ralph Katz, Robert Levin, Jeff Meckstroth, Eric Rodwell, Steve Weinstein), mentre Fleisher (Martin Fleisher, Joe Grue, Geoff Hampson, Chip Martel, Brad Moss, Eric Greco) ha affrontato Diamond (John Diamond, Boye Brogeland, Espen Lindqvist, Brian Platnick).
Hanno superato il turno Fleisher (114-71) e Nickell (132-87).

In Finale, si è quindi assistito alla resa dei conti fra testa di serie numero 1 (Nickell), campioni in carica dell’evento, e 2 (Fleisher), comprendente quattro sesti della Nazionale statunitense che ha vinto il titolo mondiale lo scorso agosto (con Pszczola-Rosenberg al posto di Greco-Hampson).
Proprio i detentori della Bermuda Bowl hanno avuto la meglio, col risultato di 133-95.

Il Presidente ACBL Jay Whipple presenta il trofeo a Moss, Grue, Greco, Fleisher, Martel, Hampson

Baldwin (NAP)

I NAP (North American Pairs – tornei a coppie del Nord America) sono una serie di campionati della durata di due giorni che si disputano durante il National Americano di Primavera. La partecipazione è riservata alle coppie che si sono qualificate attraverso fasi locali, regionali e distrettuali.
Il campionato è diviso in tre campi di gara:

  • Flight A: aperto a tutti i giocatori; è questo torneo a prendere ufficialmente il nome di Baldwin North American Pairs, in onore del Colonnello Russell J. Baldwin (1889-1969). L’ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti, esperto di procedure arbitrali, tesoriere dell’ACBL (American Contract Bridge League) di cui è stato nominato membro onorario dell’anno nel 1943, è stato il principale autore del regolamento del Bridge duplicato pubblicato nel 1935. Dopo aver prestato servizio nella Seconda Guerra Mondiale, Baldwin è stato business manager dell’ACBL dal 1946 al 1951 dovendo poi lasciare l’incarico quando è scoppiata la Guerra di Corea ed è stato richiamato al servizio militare.
  • Flight B: riservato ai giocatori con un massimo di 2500 masterpoint e conosciuto ufficialmente come Golder North American Pairs.
  • Flight C: riservato ai giocatori che non sono ancora Life Master e hanno meno di 500 punti e conosciuto ufficialmente come President’s Cup North American Pairs.

Il più prestigioso dei Flight è stato vinto dai fratelli Adam e Zachary Grossack, seguiti in classifica da Joel Woolridge e Kent Mignocchi.

Zachary e Adam Grossack

Norman Kay Platinum Pairs

Il prestigiosissimo torneo a coppie è riservato ai giocatori che incontrano uno di questi tre criteri: hanno guadagnato almeno 50 punti Platino negli ultimi tre anni, oppure 200 punti Platino nella loro vita, o che hanno raggiunto il titolo di Platinum Life Master o Grand Life Master. Si articola in sei sessioni: due di qualificazione, due di semifinale e due di finale. Il torneo è stato vinto da Robert Levin e Steve Weinstein. Nonostante questa sia una delle coppie più forti del mondo, era la prima volta che i due campioni si aggiudicavano l’evento insieme (nel 2014, Levin aveva vinto con Richard Coren). Sul secondo gradino del podio, a mezzo top di distacco dai primi, sono saliti l’israeliano Dror Padon e l’americano Vincent Demuy.

Steve Weinstein e Bobby Levin

Lebhar IMP Pairs

Il torneo a coppie IMP Lebhar si articola su due sessioni di qualificazione e due di finale. Adolfo Madala e Robin Fellus hanno conquistato l’accesso alla finale. 
La gara è stata vinta da Mark Jones e Clary Hall, seguiti in classifica da Eric Rodwell e Marty Seligman.

Mark Jones e Clay Hall

Curiosità dal National

Partita libera con i Campioni
Ai numerosi eventi è stata aggiunta la “Sala della partita libera”. Dalle 10 di mattina alle 2 di pomeriggio, una stanza è stata dedicata al vecchio “rubber”. In particolare, per due ore al giorno, alcuni dei più forti giocatori al mondo (come Eric Rodwell, Bob Hamman, Zia Mahmood, Jeff Meckstroth e molti altri) si univano alla partita. Gli appassionati presenti a Philadelphia avevano quindi l’opportunità di giocare una o due mani con un luminare del Bridge! Per partecipare alla partita libera era necessario essere tesserati ACBL, ma veniva offerta la possibilità di sottoscrivere un’iscrizione temporanea a costo ridotto.

“Il tavolo dei ragazzi” – presto su piccolo schermo
Una troupe televisiva ha seguito per tutto il periodo del National un gruppo di ragazzi (Edd Benda, Paul Stanko, Monique Thomas e Stefanie Woodburn, accompagnati dai due coach Brian Reynolds e Samantha MacDouglas) con lo scopo di produrre un documentario sull’importanza dell’apprendimento del Bridge per dei ventenni. Il film si intitolerà: “ll tavolo dei ragazzi” (The Kids table) e sarà pronto entro la fine dell’anno. L’idea è partita da Benda, regista e sceneggiatore: “Avevo sempre pensato che il Bridge fosse un gioco per anziani, ma quando ho partecipato al mio primo National ho capito che non è così e che ne potesse scaturire una storia interessantissima.” I giovani, che hanno iniziato il loro primo corso in Maggio, erano vestiti per esigenze sceniche come una band anni ’90 (anche se, aggiungono loro, “le divise ci hanno aiutati a trovare la sicurezza in noi stessi necessaria per scendere al tavolo per la prima volta”), attirando grande interesse da parte dei presenti.

Niente più “tavolo zoppo” grazie ai Robot
L’ACBL ha da tempo rinforzato la propria partnership con Bridge Base Online, proponendo tornei su internet con attribuzione di punti federali. La collaborazione si fa sempre più stretta: a Philadelphia è stato proposto un sistema che permette di riempire i “tavoli zoppi” dei tornei di circolo con due robot. Ovviamente questo richiede che il tavolo in questione sia attrezzato con due tablet: i giocatori in carne ed ossa inseriscono le proprie mosse tramite il dispositivo elettronico, configurato in modo da poter proporre le giocate di due avversari virtuali. Il risultato delle mani rientra nel sistema di calcolo dell’evento, proprio come se si trattasse di un tavolo normale.

 

 

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.
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