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European Youth Pairs Championships 2018 (6)

Pulcini e chiocce

Il destino non esiste, lo sappiamo: siamo noi ad attribuire al fato responsabilità che sono di altri, oppure a scambiare per una forza malevola e contraria quella che è soltanto una serie di coincidenze.

Eppure è difficile sfuggire all’impressione che una dea ben poco bendata avesse deciso a priori che la spedizione italiana sarebbe tornata da Opatija senza medaglie. Per ben tre volte una coppia italiana si è presentata all’ultimo giro di boa in terza posizione, e neppure distante dai gradini più nobili del podio: e tutte e tre le volte l’ultimo turno ha affossato i nostri rappresentanti. Era già successo a Giacomo Percario e Federica Dalpozzo nel Coppie misto introduttivo; è successo di nuovo ieri in ben due manifestazioni, nel coppie Ladies under 26 di nuovo a Federica Dalpozzo, in coppia con la sorella Valentina, e nell’Under 21 ai fratelli Giubilo.

Non si tratta di scarsa tenuta o di eccessiva emotività, assicura chi era presente. Semplicemente, si trattava di Mitchell: e sappiamo bene che in un Mitchell, se in due-tre mani critiche la fortuna gira contro, non assistendoti in una scelta limite o, semplicemente, facendoti incontrare la coppia sbagliata nella mano sbagliata, diventa difficile a chiunque realizzare una percentuale accettabile. Ecco, questo soffio nelle vele è costantemente mancato nei momenti topici. Chiaro che sarebbe sciocco dare la colpa di tutto al destino infame: gli errori ci sono stati, alcuni anche gravi, e certamente gli istruttori aiuteranno i nostri ragazzi a farne tesoro; ma sarebbe stato bello poter compiere queste necessarie analisi post-mortem con una medaglietta al collo…

Pazienza, sarà per le prossime. Abbiamo un gruppo di ragazze, con l’età dalla loro parte in particolare per le sorelline di Bologna, che sta crescendo in tecnica e maturità. Mi raccontavano che ieri le ragazzine, viste come minacciose intruse in un campo di favorite già consolidato, venivano spesso infastidite da chiamate pretestuose al direttore da parte di coppie ben note per l’utilizzo di questa tecnica non troppo sportiva; e di Emanuela che si precipitava ad angolizzarle quando prevedeva che lo scontro sarebbe stato… ad alta tensione. Tutta esperienza, bambine, tutta esperienza: se come probabile il vostro destino bridgistico contemplerà altre competizioni a questi livelli, sarà importante imparare a ignorare queste esasperazioni. Va rimarcata anche la buona prestazione nell’Under 26 ladies di Agnese Di Mauro e Irene Montalti, undicesime alla fine, e nell’Under 21 di Sophia Capobianco e di Matteo Lombardi: un torneo solido e regolare concluso con un eccellente ottavo posto.

Parlando di maschi, molto bene i fratelli Giubilo, noni alla fine ma come detto prima a lungo in lotta per le medaglie, bravi e promettenti (e anche loro sfortunati nel mancare la qualificazione per un capello) i due bimbi Lombardi e Gardenghi, indubbiamente sotto le aspettative i ragazzi dell’Under 26. Tutto materiale da valutare, da parte di giocatori e tecnici, per migliorare le prestazioni future.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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