CronacaEsteraFederbridgeHome
Ultime notizie

World Youth Team Championships 2018 – l’incontro Italia-Polonia (under 21, quarti di finale)

Partiamo in questo secondo tempo con il confortevole vantaggio di 60 MP maturati nel primo tempo: ma guai a ritenerlo decisivo! Come li abbiamo presi possiamo riperderli, se abbassiamo la guardia per un istante.
Ci schieriamo con i ragazzi romani Nord Sud come al solito (deve esserci qualche scaramanzia sotto, indagherò) in chiusa per l’ennesimo scontro familiare con i fratelli Patrehua, Jakub e Patrik, e Donati-Porta in aperta contro Cichy-Kopka.


Ancora un po’ assonnati ci sediamo a svolgere il nostro dovere di tifosi-cronisti (in ordine di importanza), ma la prima mano ci sveglia subito. Dopo la sottoapertura di Nord e il contro di Est le strade si dividono: Donati dice 2 picche e Porta se ne gioca 4; Jakub ne dice 3 e il fratello, che vuole avviare senza indugio la rimonta, spara slam senza preoccuparsi troppo dei controlli. Ne manca difatti all’appello uno, quello di quadri: ma Gianmarco deve attaccare sotto K e non ce la fa, e ora con i due impasse vincenti a cuori e fiori 12 prese sono sul tavolo, 6 prese in atout contando 3 battute e 3 tagli, 3 a cuori, 3 a fiori. Ma Patrik gioca come ha licitato e si affossa in modo quasi incredibile visto il livello: impasse di fiori sull’attacco, tre giri di atout e le vincenti di fiori per lo scarto della quadri. E ora la mano non si fa più perché non c’è l’ingresso per ripetere l’impasse di cuori, che andava ovviamente anticipato (due atout, poi le due fiori, poi impasse, rientro con la terza atout e secondo impasse). Aggiungiamo quindi 11 MP al nostro carniere, ma siamo andati a un pelo dal contrario. Brrrrr…


Ancora i fratelli Patrehua in azione. Dopo 1 quadri del fratello e 2SA Ghestem di Gabriele, Jakub spara 4 picche con la sesta come se non ci fosse un domani. Gianmarco ne ha sei pure lui, non contra giustamente per non turbare questo bel momento ma è ben lieto di sentirlo fare al fratello. Tre teste e un atout fanno una down (forse tornando fiori dopo aver incassato le tre vincenti si poteva battere di due, ma per Gabriele è difficile immaginare che le picche in mano del giocante siano solo sei, e comunque dovrebbe prodursi un finale in cui Gianmarco deve tornare sotto il suo 10). In una licita più tranquilla e senza interventi bicolori Giovannino arriva a un 3SA di routine, l’attacco fiori batterebbe ma è inevitabile che Cichy intavoli una cuori verso l’unico palo licitato dal compagno e la mano è fatta. +22 nel tempo.


Grosso equivoco dei fratelli Giubilo che emulano gli avversari chiamando slam senza la cuebid di fiori. Il misunderstanding nasce probabilmente sul 3 fiori di Gianmarco che suppongo per Gabriele implichi il controllo mentre forse per Gianmarco mostra soltanto fit. Quindi si parte per lo slam, che ha vita brevissima.
Cichy sull’intervento di Donati dichiara un 4 picche certamente non molto descrittivo con fit quarto e sei cuori semichiuse a lato; in questa mano però è la cosa giusta, i nostri li spingono ancora a 5 ma senza sortire effetti sullo score. 22-11.


Donati gioca 4 picche in Ovest, attacco cuori lisciato e ritorno atout per il 10 che Giovannino liscia elegantemente, bruciando uno degli ingressi di Nord. Sul ritorno cuori prende di Asso, affranca le quadri con un taglio, rientra con l’Asso di picche e sulla quarta quadri getta la cuori. Non importa che Nord tagli o no: se lo fa, il 9 di picche garantisce l’ingresso per la quinta quadri su cui si scarta la fiori perdente.
Si vinceva anche prendendo subito in atout e proseguendo con tre giri di quadri e atout, ripristinando in pratica la stessa situazione.
Quando gioca un campione sembra sempre tutto facile, ma forse non lo era poi così tanto. Jakub in aperta ci mostra come si può perdere questa manche: prende l’attacco fiori e batte due giri di atout, Gianmarco prende e batte lui il terzo dopodiché fa saltare l’Asso di cuori del morto e ora non c’è più l’ingresso per le quadri. 34-11 per noi nel tempo.


Su 1 cuori del fratello Jakub decide di passare con 6 punti e il singolo di atout. Si dovrebbe andare down ma BBO segna una surlevée riportando addirittura che Gianmarco ha tagliato una vincente al fratello, cosa che, dalla distanza di un emisfero circa, non posso verificare. Donati dice 1SA e lo fa, 1 MP alla Polonia. 34-12.


I polacchi giocano 2 quadri in aperta e Donati aprendo subito il taglio a cuori impedisce la surlevée. In chiusa Est contra leggerissimo e Sud surcontra non molto più pesante. Su 2 fiori di Jakub Gianmarco contra con significato per me misterioso, e così deve essere anche per Gabriele che tiene malgrado il fit. Il contratto è imbattibile a patto di catturare un onore di atout (Gianmarco ci attacca e chiude la faccenda), poi ci scappa pure la surlevee. Doppio score da 10, 34-22. Si sono spostati più di 9 MP a mano in questo rissoso inizio di incontro.


Per una volta Porta e Donati riescono a essere più aggressivi dei due marines polacchi, che in sequenza di fiori forte si fermano a un ragionevole 2 cuori con 23 in linea e ne fanno tre, laddove Federico con una bella bicolore nobile di 18 chiude a 3SA sulla risposta 1SA di Giovannino. Cichy ha un attacco difficile e opta per il K di fiori, che pur centrando la quinta di Donati non regala molto perché mancano gli ingressi per sfruttarla. Giovanni gioca cuori per il 10 e il J, e Kopka ritorna con il 10 di fiori, carta che suggerisce a Cichy che è ora di cambiare: per fortuna sceglie picche e non quadri, e questo dà il tempo al prode Giò di liberare a cuori le prese mancanti. 44-22 per noi.

In chiusa Giovannino apre di 1 cuori, Nord passa forte e Porta, che probabilmente non può dire 2 picche con significato naturale interdittivo, passa. Si va 2 down, facendo grosso modo pari con le 3-4 fiori che si mantengono in verticale. Non so come si sia arrivati a 3 picche all’altro tavolo, perché BBO riportava il raccapricciante contratto di 2 picche contrate+1 e solo l’esame dei running scores ha riportato il sereno. 9 prese a picche sono blindate, i polacchi arrivano perfino a 10 e 7 MP prendono la via di Varsavia. 44-29.


Un 4 picche un po’ leggero chiamato dai romani. Si va down malgrado sia tutto ben messo: purtroppo per noi, perché i polacchi mantengono a livello 3. 44-34, la media MP continua a essere vicina ai 9 M spostati per mano.

L’unica mano pari dell’incontro. 2 cuori fatte tranquillamente a entrambi i tavoli.


I polacchi sbarrano in prosecuzione a livello 3, dove per i nostri è difficile intervenire con punteggio diviso. L’attacco di Donati a quadri non è indovinato; ora la difesa deve battere in fretta atout per inchiodare la perdente di fiori a Kopka. Federico per fortuna lo fa subito e marca un down. In analoga situazione Gabriele un po’ rinunciatario non rialza, e i polacchi entrano facilmente e mantengono 3 picche con surlevee nella 4-3. Il vantaggio si erode ancora a 44-36.

Non so voi, io quando mi danno una settima chiusa sull’apertura del compagno di solito mi oriento verso una manche purchessia. Porta è d’accordo con me, e tenendoci idealmente per mano assistiamo quindi al mesto down di Giovannino a 3SA, perché la sua apertura è fatta di K e l’attacco libera la quinta di cuori alla difesa: in pratica, alle nostre sette prese l’apertore non riesce ad aggiungerne 2 in tempo utile!
Né io, né Federico, né probabilmente molti di voi siamo però d’accordo con Patrik Patrehua che dichiara 2 picche, evidentemente transfer, e su 3 fiori (che probabilmente dà scarso gradimento, non del tutto inatteso) passa e marca sulla sua colonna. Il vantaggio nel tempo è quasi esaurito, siamo 44-41.


Non so esattamente cosa si dicano i fratelli Giubilo nella loro lunga conversazione, comunque decidono di fermarsi a manche. Lo slam è molto buono pur senza essere al 100%, e comunque tutto è diviso; i polacchi lo chiamano in modo abbastanza sbrigativo (forse 4 cuori era exclusion?) ma a quanto pare efficace. E’ una sberla da 13, e andiamo a meno 10: 44-54.


I ragazzi romani chiamano facilmente 3SA e annettono le 10 prese di loro spettanza. I polacchi in aperta si complicano un po’ la vita andando a 5 quadri nella 5-2. Attacco atout, quattro giri e poi picche al morto e impasse di cuori fatto due volte. Purtroppo, malgrado il morto non abbia un ingresso per incassare la picche e scartarci la quarta cuori, è Donati che è costretto a consegnarsi avendo solo carte nere. Uno per noi e -9 nel tempo, 45-54; il nostro vantaggio nel match scende a +51.

Tempo molto difficile per Gabriele e Gianmarco, che hanno dovuto giocare un bridge molto rissoso contro i due fratelli bombaroli polacchi e qualche errore c’è scappato, pur temperato da qualche buona mano portata; per fortuna Donati e Porta in un ambiente più rarefatto non hanno sbagliato quasi niente e rubacchiato il giusto, e il risultato è in fin dei conti accettabile soprattutto se si considera la posizione di vantaggio da cui si era partiti.

Argomenti

Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

Potrebbero interessarti anche...

Close