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World Youth Team Championships 2018 – l’incontro Italia-Svezia (under 21, semifinale)

14 miserabili board ci separano dal verdetto: solo che ancora non sappiamo qual è, perché in pratica dopo le prime 42 mani solo un misero MP di vantaggio ci separa dai nostri avversari baltici.
Ebbene, non c’è che provare a difenderlo, e magari a incrementarlo. Andiamo quindi a prendere posto con i romani in Est Ovest in aperta contro Hansson e Mann, e Donati-Porta Nord Sud in aperta contro Clemensson e Sandin.


La prima mano ci dà subito la delusione del sorpasso svedese. Dopo un inizio di licita identico (1 fiori-1 cuori- 2 cuori) a entrambi i tavoli Sud con 11 bilanciati indaga. Hansson, che ha aperto a sua volta con 11 bilanciati, dice 3 cuori e Mann abbandona. Donati, che ha aperto con gli stessi 11 bilanciati, dice 3 fiori che sembra distribuzionale, e Porta chiama manche. E’ una manche quasi senza speranza, e poiché il livello 3 risulta sostenibile perdiamo 5 MP e siamo a -4.


Parziale a cuori per Gianmarco Giubilo che prende attacco quadri per K e Asso e ritorno nel seme, fa l’impasse a fiori e gioca piccola atout pescando il pezzo secco di Mann. Picche per l’Asso del morto, ancora fiori per K e Asso e ancora piccola cuori che stana l’altra testa di Sud. Si paga ancora un atout a Nord e una quadri a Sud: fatte.
In chiusa Sandin sfrutta l’attacco quadri di Donati per affrancare il 9 come settima presa. Recuperiamo 1 MP, siamo a -3.


3SA a entrambi i tavoli; Clementsson in Est malgrado la sequenza di A98 attacca di piccola, e se Porta avesse deciso di stare basso dal morto, l’attacco avrebbe creato un bel problemino a Ovest: non è facile non passare il J. Ma Federico umanamente mette il 10 dal morto e il J fa saltare un pezzo, dopodichè si prosegue con cinque giri di fiori e quadri al K fagocitato dall’Asso secco. Due down, sipario.
In aperta attacco fiori, Hansson gioca cuori per il 10 e il J e Gabriele ritorna Q di quadri; il K di Hansson è forse un po’ frettoloso, e produce un risultato identico a quello dell’altro tavolo: due down, mano pari.


In sala chiusa Porta riapre di 1 quadri l’apertura di Clementsson passata dagli altri due; l’apertore contra e Sandin con A8 quinti e basta decide di tenere. Porta ha sette vincenti blindate con il K di fiori piazzato e marca in modo insolito il punteggio di 140. Sembra una mano buona ma si rivela un mezzo swing per gli avversari. Perché 3SA con 25 in linea è un discreto contratto che si può fare o no, dipende in pratica se la difesa riesce a liberare due prese a quadri in aggiunta alle tre vincenti negli altri tre semi che il giocante dovrà cedere per arrivare a nove. Ma sull’ascendente di Gianmarco, Gabriele cerca di fermare il fratello a 3 fiori e poi sul 3 cuori (perché non 3 picche?) chiude a 5 fiori. Il contratto è molto esile e viene giocato in modo infelice: Mann attacca quadri aprendo il taglio, e Gianmarco non trova di meglio che aprire anche il taglio di cuori a Hansson invece che fare l’impasse al K di fiori (potendo fare un impasse solo meglio quello senz’altro). Quando la nebbia si dirada la difesa ha incassato quattro tagli oltre a Q di cuori e A di picche. 400 è un numero davvero sgradevole in questa mano (il commentatore di BBO, l’impeccabile Roland Wald, si dice addirittura certo di un errore dell’operatore, che reagisce quasi offeso…), e ci porta sotto di 9.


Si gioca 2 quadri a entrambi i tavoli e l’attacco ispiratissimo di 9 di fiori doubleton di Mann (che pure ha KQ di picche e nessun interesse a tagliare con il J quarto di atout) libera due vincenti al compagno nel seme e sposta due surlevee a vantaggio della Svezia. Meno 10 adesso.


A 3 cuori Donati se la cava con un down, discreto risultato contro le fattibili 3 quadri degli orizzontali. Si giocano meglio le fiori, a dire il vero, ma Porta non ha trovato tempo né modo di introdurle. In chiusa, malgrado l’avvertimento di Gabriele che entra a quadri, Nord lo sfida e dice 3SA. I ragazzi ringraziano, incassano sette prese rosse e marcano 2 MP, che ci portano a -8.


Dopo l’apertura di Sud e due passo Gianmarco riapre di 1 picche, Gabriele che ha 11 bellocci e il fit quarto chiede com’è l’intervento e Gianmarco dà il classico segnale di arresto ripetendo il seme. Ma Gabriele non lo rispetta, dice 3 picche e Gianmarco, che in fin dei conti poteva anche aver riaperto con 8 o giù di lì, non fa fatica a trovare nella sua mano qualche scusa per chiamare manche. Si va 2 down in zona, 200.
Di là sono Porta e Donati a spingere gli avversari in competizione a livello 3, e questo ridurrebbe la perdita a un down in più. Ma ahimé Giovannino, che non ha un buon attacco, muove sotto K nel palo appoggiato e questo regala la Q e la nona presa al giocante. Il ritardo raddoppia a -16.


Gabriele riesce a mostrare la bicolore nera, riceve il fit dal fratello e non lascia giocare 3 cuori: difende a 4 fiori che in prima comportano un guadagno di 3 MP: piccolo recupero a -13.


5 fiori sarebbe un contratto più sicuro; nel 3SA chiamato ai due tavoli l’attacco a cuori costringe il giocante a pregare per le fiori divise. Il miracolo avviene, e ora le prese sarebbero 12 con le quadri in caduta, ma Porta ne reclama solo 11, non so come mai; una presa a vantaggio degli svedesi e siamo a -14.


Gli svedesi, non si sa se in attacco o in difesa contro 4 quadri di Porta (che sarebbe caduto), chiamano manche e vanno 1 down in pratica sull’impasse in atout. Buona manche chiamata anche dai fratelli romani in aperta, ma Hansson decide di difendere solitario. Ci stava forse il contro da Gianmarco; ma anche il due down liscio ci consegna 7 MP e di nuovo dimezziamo il ritardo a -7, a 4 board dalla fine. Che finale, gente.


Accidenti e poi ancora accidenti. Lo slam gli svedesi non lo intravedono neppure da lontano, e in quattro battute chiudono a 4 picche +2. Gabriele in Ovest chiede, e poi chiede, e poi interroga ancora, scopre che di là c’è la monocolore con la sola cuebid di cuori, ed evidentemente teme di giocare slam con il K di quadri esposto sull’attacco. Così non era, peccato.


Gianmarco gioca un 3SA normale, che viene semplificato molto dall’attacco di Q di fiori di Mann. Il giocante libera quadri e fiori e il totale fa 9.
In chiusa c’è l’intervento di Porta a cuori e ora i Senza non può che giocarli Ovest e l’attacco cuori creerebbe una situazione veramente interessante: Asso di Sud e piccola, se Ovest impegna un pezzo Nord liscia e presto o tardi riceve il ritorno che affranca il seme, quindi Ovest liscia e Nord fa presa di 10. Ora:
– Se Nord torna K di cuori e cuori il giocante vince giocando quadri per il morto
– Se Nord torna fiori si affranca il seme
– Se Nord torna picche la situazione si fa complicata. Il giocante presenta il J di quadri che Sud deve lisciare e ora il giocante, che sa che farà solo 4 prese a quadri e che non può incassare ora le picche per non liberare la presa del down in Nord, può vincere a carte molto viste muovendo il 10 di fiori e sperando nell’onore secondo in Sud che gli permette sia di produrre la nona presa nel seme sia di rientrare a incassare le teste di picche.
Ma non assistiamo a questo affascinante duello perché Est decide di togliere e giocare invece 5 quadri. E malgrado la divisione 5-0, il contratto è imbattibile a meno di un attacco immediato a fiori che produce la terza presa per la difesa (quando il giocante cerca di entrare al morto a cuori Nord incassa il K di fiori e dà il taglio al compagno nel seme). Ma Federico attacca normalmente a cuori, il giocante scarta tre fiori sulle picche e finisce con tagli incrociati pagando solo la Q di atout. Mano che a lungo è sembrata poter produrre un vantaggio importante per noi, ma alla fine si è pareggiata: peccato di nuovo.


In una sequenza che parte da una bilanciata forte i ragazzi italiani chiudono a slam senza sbattersi troppo; all’incirca con lo stesso bagaglio di informazioni, gli svedesi chiamano il grande, ed è la mano che decide l’incontro. Perché a rigore lo swing agli svedesi non servirebbe, perché sono già avanti e seguirà una mano pari (chiaro che tutto questo al tavolo i ragazzi non lo sanno, ma noi che guardiamo sì); in compenso se il grande cade operiamo il sorpasso definitivo. E non credo che Sud fosse in grado di contare 13 prese nella mano di Nord, ovvero di localizzare lo stramaledetto J di fiori che rende le 13 prese soggette alla sola cattura del J di atout. E’ in questo momento che vittoria e sconfitta si sono sfiorate molto da vicino, per i dodici ragazzi in campo; ed è qui che il destino ci ha mostrato il pollice verso. Rotoliamo a -20, match finito.


Con la morte nel cuore e senza più nessuna voglia di raccontare annotiamo distrattamente 1MP dalla nostra parte (4 cuori contro 3SA) per un punteggio finale di -19.

Siete stati bravi, ragazzi. Non perfetti, chiaro, e d’altra parte non era logico né giusto pretenderlo, ma molto molto bravi tutti e quattro: anzi, tutti e sei perché non è giusto dimenticare Sophia e Matteo, sul cui gioco però non mi pronuncio perché non sono mai stati su BBO.
I Giubilo sono una coppia molto combattiva, che accetta e quasi si fa trascinare dal clima di bagarre quando si instaura al tavolo. Hanno giocato molto bene nella fase iniziale, poi sono sembrati un po’ stanchi e ci è scappato qualche errore, diciamo così, evitabile. Devono migliorare nelle sequenze di slam, e devono crescere (e cresceranno, statene certi) in certe situazioni competitive nelle quali non sono sembrati avere ben chiaro il peso della mano. Ma il futuro è loro, senza dubbio: anche grazie a esperienze come questa.
Donati e Porta hanno avuto momenti ciclonici che hanno letteralmente trascinato la squadra. Giovannino lo conoscevamo già tutti, era una certezza per la squadra e ha fatto quello che ci si aspettava da lui, ma Federico si è rivelato un giovane forse quasi altrettanto promettente, pieno di tecnica e temperamento, ogni tanto esuberante come gli impone l’età. C’è stato qualche misunderstanding (l’ultimo, il grande slam mancato nel tempo precedente, particolarmente costoso) dovuto penso a un inevitabile non perfetto affiatamento, che non diminuisce che minimamente il giudizio estremamente positivo sul rendimento della coppia.
La mia è un’analisi parziale che si basa solo sulle mani giocate su BBO: chiaro che ben altra efficacia avranno le disamine che si svolgeranno con i coach della squadra, che hanno seguito immagino con quale batticuore tutte le alterne vicende dei loro “cuccioli”. Qui possiamo dire, a conclusione, che il titolo è stato difeso con onore dai campioni uscenti.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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