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World Youth Team Championships 2018 – l’incontro Italia-Svezia (under 21)

La sconfitta nel terzultimo turno ci ha fatto scivolare in quarta posizione, un posto scomodo da cui ci piacerebbe venire via; e quale occasione migliore di uno scontro fratricida con i terzi, cioè la Svezia? Non è vero, avremmo a questo punto naturalmente preferito giocare tre o quattro volte di fila contro il Botswana (con tutto il rispetto), ma con il calendario non si negozia: e poi, giocare contro i forti deve sempre essere uno stimolo.
Dunque, Donati e Porta in chiusa in Est Ovest contro Hansson e Mann; i fratelli Giubilo in aperta contro Sandin e Clementsson.

Inizio morbido con un 2 cuori verticale che Est rispetta, malgrado l’apertura, perché si gioca nel suo seme. Una surlevée per Hansson, 1-0 Svezia.


A pescare la Q di fiori qui si farebbe slam, ma nessuno ha voglia di arrampicarsi fin lassù. Clementsson sottoapre in sottocolore per dare un po’ fastidio a Gabriele mentre Porta in chiusa entra differito. La Q la pescano tutti e due, Gabriele non si sa come perché BBO non lo dice, Mann si tira tutte le atout (su cui Giovannino scarta il K di cuori) e comprime Porta. Squeeze per la platea perché una volta deciso di giocarla in Est (unico comprimibile in quanto detentore delle cuori) funzionava anche l’impasse, ma naturalmente c’è sempre lo squeeze per cardiopatici, a stanarla seconda in Ovest: e poi, vuoi mettere il figurone?

Ancora piattume: quando il tuo apre 1SA, o si manifesta in ascendente, e tu ti ritrovi in mano 17 e fit la via per lo slam è un’autostrada a 4 corsie. C’è di nuovo lo squeeze per la surlevée perché Ovest tiene a cuori e fiori. Mann che si era già scaldato al board precedente lo esegue pur pasticciando un po’, perché conservando la doppia comunicazione a fiori potrebbe comprimere entrambi gli avversari terminando con l’ultima cuori e Kx di fiori al morto, e Axx di fiori in mano: se un qualsiasi avversario tiene a fiori e a cuori, è compresso. Lui invece incassa anzitempo il K di fiori e può quindi a questo punto comprimere solo Ovest, ma gli va bene. In aperta sembra che Gabriele non ci provi neppure perché c’è un claim precoce a 12 prese: materiale su cui lavorare per i coach. Siamo 2-0.


Per assommare 10 prese a senza atout l’unica precauzione da prendere è quella di acchiappare il terzo giro di quadri per tagliare le comunicazioni. Manovra da corso fiori, mano pari.


Il senza di apertura di Nord si mantiene in scioltezza; entrambi gli Ovest intervengono di 2 picche, Sandin in modo generico e se li gioca nel misfit totale, mentre Donati mostra la bicolore per cui Porta decide correttamente di giocare il minore. Ma gli svedesi sanno che contro la bicolore si deve attaccare e tornare atout e questo accomuna i due giocanti nell’identico destino: 3 down.


Altra mano di assoluta sonnolenza: a 3SA impossibile fare né più ne meno di 11 prese.


Giovannino inquadra la 6/4 minore di Federico e, sperando in un intervento in zona sostanzioso, spara la bordata a 5 fiori; colpo a vuoto perché ci sono 4 perdenti assolutamente inevitabili (mi parrebbe quasi troppo anche un invito a 4, che sarebbe stato down comunque). Lo so, lo so, col senno di poi ci si frigge il pesce e le manche in zona in duplicato per Giò sono come miele per le mosche, e come dargli torto? Ma a 3 fiori si faceva un bel guadagno perché in identica sequenza Clementsson dice 2SA che probabilmente vuole mostrare la fiori bella, però Sandin equivoca e passa su un contratto che cade di 2. Mano pari con piccolo rimpianto. Siamo a metà sul pirotecnico punteggio di 2-0.


Questa mano spariglia l’incontro: purtroppo, perché gli svedesi chiamano 6SA in pratica sulla divisione delle cuori, che sono invece 4-2. Ma Gabriele non può certo attaccare Asso di picche da AJ10x, e sul suo attacco neutro il giocante lo mette in difficoltà incassando le sue otto vincenti minori. Bisogna scartare picche fischiettando, nella speranza che il giocante decida per la divisione e non per la messa in mano (anche se il J è una brutta spia); ma Gabriele purtroppo pensa e alla fine cede e scarta cuori. Andiamo 13-0.


Molto difficile stare lontani da questa manche dove con attacco rosso si cedono le prime 4 prese e l’Asso di fiori risulta perfettamente inutile. Non ci riesce Giovannino, forte della preferenza libera ottenuta da Federico sul contro lead directing (accidenti alla convenzione!) di Hansson, e non ci riesce nemmeno Sandin. L’attacco quadri a entrambi i tavoli giustizia il contratto.


L’assenza di fermo a quadri costringe Donati, dopo una sequenza gazzilla, a scegliere 4 cuori nella 5-2 (mi chiedo se gli fosse nota la 5422 del compagno, e se sì perché non abbia scelto le picche). Le 10 prese ci sarebbero, cedendo il K di cuori e con il 10 in caduta, ma gli svedesi difendono bene: attacco singolo di fiori su cui Porta impegna il K dal morto e questo permette a Nord di dirigere il controgioco mettendo il 2. Ora a carte viste la mano si fa giocando Asso e Q di cuori, ma Federico non vede la picche 3-3 come possiamo agevolmente fare noi su BBO, e fa umanamente il sorpasso in atout. Mann con cieca fiducia torna piccola quadri sotto Asso, Hansson entra di K e dà il taglio decisivo al compagno.
In aperta si gioca invece 4 picche e batte l’attacco quadri da K secondo: nemmeno un fachiro. Gianmarco attacca picche, Sandin prende e fa subito l’impasse a cuori; e ora di nuovo batterebbe il ritorno di piccola quadri sotto AQ (o anche di Asso a patto che il compagno sblocchi il K), per la promozione del J di atout. Non è roba che si possa fare senza sbirciare le carte del compagno: Gabriele torna fiori, le prese per il giocante sono 11 e il punteggio sprofonda a 26-0.

Dopo 1SA di Gabriele, Gianmarco sforza un po’ i suoi 7 bruttini e speculando su 10-9 quinti di fiori spinge il fratello a un livello 2 ambizioso. Non è un buon momento per noi, e quindi malgrado un buon complemento dell’apertore gli avversari a fiori tengono 3 volte e il 2 down è inevitabile. In chiusa Hansson lascia 1SA, Porta riapre con 2 quadri multicolor e Giovannino con 14 e fit si spinge a 3, altro 2 down inevitabile. La doppia caduta porta 5MP agli svedesi, la sconfitta ora è molto netta: 31-0.


Le aperture leggere spesso portano a manche sottopeso. Qui si gioca 3SA a entrambi i tavoli con 24 di misfit, le carte sono messe malissimo e i down dovrebbero essere copiosi. Mann tocca tutti i semi fuori tempo e permette a Donati di cavarsela col minimo danno, 1 down; Gabriele è più giudizioso e Clementsson dovrebbe cadere di 2, ma nel finale Gianmarco scarta misteriosamente la retta di quadri, e finisce pari.


Si gioca 4 picche e il problema non da poco è l’impossibilità di entrare al morto a fare l’impasse fiori, per cui si rischia di perdere 4 prese minori (sarebbe perfino meglio 4 cuori nella 7-0). Clementsson in Est ha sentito dichiarare tre semi, decide di muovere il quarto cioè quadri e fa saltare l’Asso del giocante. Gianmarco ora muove la carta giusta, fiori verso il 10. Clementsson sta basso e regala la surlevée, ma anche se impegna il J il contratto è salvo.
Porta invece sa soltanto che il giocante ha una zuppa di picche, sceglie l’attacco fiori e permette a Nord il filotto. 3 surlevée fanno 34-0.


Segniamo il punto della bandiera con una surlevée in più ottenuta da Giovannino a 3SA, per un finale di 34-1 avverso.

Sconfitta molto netta e senza attenuanti. Loro hanno giocato molto bene e indovinato quando serviva, e noi abbiamo preso decisamente poco; e come quasi sempre succede, la fortuna ha soffiato nelle vele di chi giocava meglio. Temo che stia affiorando un po’ di stanchezza, soprattutto nei due ragazzi romani che sembrano decisamente meno brillanti che in avvio: cosa comprensibile avendo sulle spalle una settimana di gioco a questo livello e considerando l’esperienza ancora scarsa. Siamo scivolati al quinto posto e le prime posizioni sono ormai lontane ma la qualificazione è matematica e questo è un primo obiettivo innegabilmente conquistato. Il nostro avversario sarà a questo punto deciso dalle scelte altrui, e forse il quinto posto potrebbe essere più confortevole del quarto: risalendo al quarto posto probabilmente beccheremmo l’Olanda, mentre da quinti prenderemmo quasi certamente la quarta perché sospetto che nessuno ci sceglierà.
Ma sono solo congetture: non v’è nulla di certo salvo il fatto che ora bisogna ricaricare le pile e rientrare in campo decisi a dare il massimo a partire dal KO di domani.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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