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Torneo di Bridge presso la casa di reclusione di Milano-Bollate

Per quasi cinque mesi hanno studiato lo sport della mente attraverso le lezioni organizzate dalla Federazione Italiana Gioco Bridge (FIGB) nella casa di reclusione di Milano-Bollate: per i venti neobridgisti del carcere è ora arrivato il momento di scendere ai tavoli per il loro primo torneo ufficiale. A rendere ancora più speciale questo appuntamento è la natura “Mista” del torneo. Ciascuno dei neofiti giocherà infatti insieme a un bridgista non detenuto: una dimostrazione pratica del valore sociale e formativo del Bridge. Fra gli sport della mente (così sono classificati gli Scacchi, la Dama, il Go, lo Xianqi – scacchi cinesi – e, appunto, il Bridge), questo è infatti l’unico non individuale. Intorno al tavolo verde sono seduti quattro giocatori, che compongono due coppie. Le carte in mano ai due compagni (i componenti di una coppia) sono patrimonio comune, ma ciascuno vede solo le proprie. Per ottenere il miglior risultato, i due devono quindi imparare a collaborare al buio, basando le loro mosse solo sulla logica e sulle informazioni che riescono a dedurre dalle giocate dell’altro, quindi sulla reciproca fiducia.

A questo proposito, l’istruttore FIGB Eduardo Rosenfeld, che ha tenuto le lezioni, ha dichiarato: “Penso che ciò che ha più segnato gli allievi del corso sia stato dover imparare a pensare come una coppia. Inizialmente, alcuni tendevano a prendere decisioni autonome, quasi in contrasto con il proprio compagno. Nel Bridge è richiesto di fare più prese possibili, quindi è fondamentale non sprecare le proprie risorse. Per vincere bisogna sapersi fidare del compagno e collaborare con lui, perciò si allena molto l’abitudine al rispetto reciproco e l’attitudine al lavoro di squadra.”

Sull’onda dell’iniziativa di Bollate, altre case di reclusione italiane hanno contattato la FIGB, per richiedere di avviare il medesimo progetto.

“Stiamo cercando di diffondere il più possibile questo sport, che ha una valenza educativa eccezionale” ha dichiarato Patrizia Azzoni, Responsabile del Settore Insegnamento FIGB. “Siamo orgogliosi delle varie richieste pervenute alla Federazione per l’avvio di progetti di insegnamento, non solo presso le case circondariali. Il Bridge è un gioco poliedrico che porta benefici a chi lo pratica a qualsiasi età: studi scientifici hanno dimostrato che migliora le abilità sociali, le prestazioni intellettuali dei bambini in età scolare, le capacità di memoria e ragionamento e che potenzia perfino le difese immunitarie. Negli anziani, diminuisce il rischio di insorgenza di demenza senile addirittura del 74%. In Italia è già materia di studio in molti istituti scolastici, dalle elementari all’università. La Federazione desidera far conoscere il gioco a tutti i livelli e collaborare con le strutture per mettere a disposizione i proprio istruttori.”

Gli allievi di Milano-Bollate hanno partecipato a due cicli di lezioni, da Marzo ad Agosto, per un totale di venti incontri. L’età media degli iscritti era intorno ai quarant’anni. Il torneo a coronamento di questo percorso si svolgerà Sabato 22 Settembre, presso la stessa casa di reclusione. Oltre ad Azzoni e Rosenfeld saranno presenti il Presidente FIGB Francesco Ferlazzo Natoli e il Segretario Generale FIGB Gianluca Frola. Al termine della gara, i neobridgisti riceveranno un attestato di partecipazione al torneo e un certificato della frequenza del corso.

Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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