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World Bridge Series 2018: Lavazza – Allfrey (Semifinale, Round 1)

Bocchi apre 1 picche, a Sementa fa nausea farglielo giocare e si rischia 1SA, dopodiché sulla Gazzilli riesce ad arrestare la marcia del compagno a 3 cuori. Taglia in mano una ventina di picche e questo “vivo rovesciato” lo porta a nove prese.
Allfrey in stile britannico apre 1SA, non rispetta la transfer del compagno malgrado il fit soltanto terzo e si arriva quindi a 3 cuori: ma qui interviene Madala che non sa, a differenza dell’altro tavolo, che le picche stanno impestate. Dunque compete a 3 picche che Allfrey contra con un certo entusiasmo. Ma non è facile battere questo contratto, perché Nord a parte le sue 4 teste non ha vincenti naturali, e Sud collabora con due miseri fanti. Allfrey attacca fiori e subito gira cuori, Agustin gioca il K di picche filato e poi K di quadri preso da Nord che ripete cuori per l’Asso del morto e lo scarto della fiori. Ora il giocante incassa le quadri tenendo le dita strettamente incrociate e quando il terzo giro passa è a cavallo: presenta la quarta quadri e il povero Allfrey non ha opzioni vincenti. +12 è una bella partenza, non c’è che dire.

Non si mantiene nessuna delle tre possibili manche; comunque ai nostri due tavoli si gioca 3SA con l’ovvio attacco picche. Ma succede che mentre Bocchi , visto che il biglietto è pagato, prova a sfilare le fiori, Allfrey decide che le sue belle picche non gli piacciono più e ne scarta un paio, quanto basta perché Norberto possa affrancare e poi incassare la presa di quadri. Un regalo inaspettato.
All’altro tavolo Madala con poca fantasia le picche se le tiene strette tutte e quattro, e Paske si fa le sue otto prese e abbandona. +24, niente male.

Board 3 pari

Robson e Allfrey non si capiscono sulla riapertura (a parte il contro immediato di Allfrey che in zona non è bello), a occhio Robson con il contro nega le picche, altrimenti le direbbe, ma Allfrey non percepisce e dice proprio 2 picche, ora Robson finito di smoccolare dovrebbe chiedere un minore con 2SA ma per il timore di giocarsene 3 chiude gli occhi e dice 3 fiori. Il risultato è che il contratto si gioca con il K di cuori esposto sull’attacco: poi Robson indovina facilmente le atout ma 1 down è inevitabile.

Decisamente migliore la sequenza di Madala, che passa su 1 cuori e riapre sul 2 cuori passato; Bianchedi chiede di scegliere un minore cosicché le 3 fiori si giocano dalla parte giusta. Jones non ha un buon attacco, sceglie l’Asso di cuori e oplà il parzialino è a casa. 29-0, fin qui è monologo.

2 cuori a entrambi i tavoli, e il board si commenta in una frase: Robson sbaglia la fiori e Bianchedi no. Altro parzialino inglobato, 33-0.

Board 6 pari

Board 7 pari

Board 8 +2 Lavazza

Ormai anche le educande in convento, nei loro rubber in camerata, aprono 1SA con la 5minore/4nobile e i due doubleton “vestiti” (ben altre stravaganze abbiamo visto perpetrare, in termini di aperture a senza), figuriamoci se Bocchi si esime. Sementa con la 6/5 rossa cerca fit per un po’ e poi si arena a 3SA, dove l’attacco picche porta la nona presa, che peraltro sarebbe stata disponibile anche a cuori.
Sembra facile ma non lo è, a quanto pare. Jones apre 1 fiori, Paske risponde 1 cuori, Jones replica 1 picche e Paske con le sue 11 carte rosse non ha evidentemente a disposizione miglior prosecuzione di 1SA (indubbiamente il fermo nel quarto colore ce l’ha). Jones potrebbe parlare ancora con 15 e la 5/4 ma non lo fa, e intaschiamo altri 6 MP. 41-0, in campo fin qui c’è una sola squadra.

Gli inglesi sverginano alla fine la loro colonna in una mano folle. E’ indubbiamente difficile aprire con una 7-6, e la scelta dei due Est di partire con 4 cuori è in fin dei conti normale (per la cronaca, nell’altra semifinale entrambi gli Est hanno iniziato con 1 cuori). Dopo due passo il povero Bocchi riapre altrettanto normalmente di 5 quadri, senza sospettare che gli si addensi sul capo una bufera. Robson ha infatti una mirabile occasione per mostrare la sua bicolore, se pure non esattamente a livello economico, e non se la lascia sfuggire (non ho trovato nessuno che non abbia detto 5 cuori con le sue, ad esempio entrambi gli Est nell’incontro di Irene). Allfrey riporta a 6 cuori, Sementa contra sereno con il suo K di atout imprendibile e anche lui non può certo immaginare che sarà l’unica presa della difesa.
All’altro tavolo la prosecuzione è ancora più stravagante, perché Jones con la 7/4 e le quadri chiuse decide di contrare(!) e Paske con la sua bilanciata e qualche cosa di difensivo tiene. Due surlevee contrate non bastano a compensare lo slam (perché non surcontrare, Agustin?  ); sono 10 MP per Allfrey che mi sento di definire ben poco meritati. Siamo dunque 41-10.

Board 11 pari

Board 12 +1 Allfrey

La licita inizia a entrambi i tavoli con il barrage di Nord rialzato a 4 quadri da Sud. Allfrey dice 4 picche e li fa giusti. Madala invece contra e sul 5 fiori di Bianchedi rialza spettacolarmente a 6. Alejandro fa pure la surlevée e il vantaggio risale a 54-10.

Board 14 pari

Un tempo da incorniciare per i lavazzini, mentre gli inglesi non ci hanno capito diverso fin dalla prima mano. La superiorità si è vista essenzialmente in licita; gli inglesi possono rimproverarsi ben poco in fase di movimento delle carte, a parte il comico errore di tenuta del board 2, ma hanno dato costantemente una sensazione di incertezza dichiarativa. L’unico guadagno Allfrey lo ha ottenuto in una mano in cui ha concesso due surlevée contrate, tanto per capirci.
Il vantaggio di +44 è un buon viatico per la prosecuzione della semifinale, ora non bisogna abbassare la guardi perché occhio che gli inglesi sono molto più forti del gioco che hanno espresso in queste 14 mani: non si arriva per caso alla semifinale della Rosenblum.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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