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World Bridge Series 2018: Lavazza – Pszczola (Ottavi di Finale)

Ottavi di Finale – Round 1

Board 1: +2 Lavazza

Mentre Madala lascia 1SA, Brink sceglie di invitare a manche e ovviamente Drjivers con 17 se la gioca. Il commentatore BBO annota distrattamente che mentre gli attacchi nobili regalano subito la nona presa, l’attacco fiori batterebbe ma “I can’t see any reason to find it”: immediatamente dopo Sementa produce il 10 di fiori. Drjives fa l’impasse cuori e Bocchi utilizza le riprese di picche per affrancare la quarta fiori: 1 down, 7-0 per Lavazza.

+1 Pszczola

Entrambi gli Est aprono 3 fiori; Brink con un fit di AK quarti rialza normalmente a 4 e il compagno mantiene. Madala invece passa, e ripete il cartellino verde quando gli arriva il 3 cuori. Si batterebbe anche, ma sull’attacco di Asso di fiori per convincere Agustin allo switch picche che aprirebbe il taglio ci vorrebbe una chiamata imperativa. E Bianchedi il 10 di fiori ce l’avrebbe pure, ma non lo usa e sullo scarto del 4 Madala ritorna atout: 3 fatte. Il doppio score ci porta a 8-7 per Pszczola.

Board 5: +1 Pszczola

Mentre Sementa porta a casa un normale 4 cuori, Pszczola e Blass hanno una spettacolare incomprensione per cui Blass passa sul 2SA Truscott di Pszczola che mostra buon fit. Due down, 17-9 per Lavazza.

Board 7: pari

Bocchi apre 1SA leggerino con 14, e sul quantitativo di Sementa non ci mette molto ad abbandonare. La figura delle fiori ferma il giocante a 11 prese, e questo ci rallegra perché all’altro tavolo Pepsi parte all’attacco. La dichiarazione è molto difficile da decodificare, forse anche per i due protagonisti (il pensiero corre al board 6), e si atterra con molti sobbalzi a uno slam che richiede un K di fiori secco o secondo in impasse, quindi decisamente sotto chance. Blass va 2 down e ci fa salire a 28-9.

Board 9: pari

Board 10: +1 Pszczola

Board 11: pari

Board 12: +1 Pszczola

Per tenere lontani Bocchi e Sementa da una manche in zona ci vuole il filo spinato. Il 3 quadri di Norby è tentativo di manche generico, e ancora grazie che Antonio non ci metta una cuebid… Non c’è una sola carta malmessa e si fa addirittura la surlevée, così come all’altro tavolo dove però ci si ferma, non del tutto irragionevolmente, a quota 3. Un pizzico di buona sorte ci porta al punteggio di 39-11, discreto vantaggio.

Purtroppo però l’ultimo board del tempo se ne porta via un pezzetto. Il fatto è piuttosto misterioso perché dopo 1 quadri di Sementa e il piratesco barrage di Brink a 3 cuori, il 4 quadri di Bocchi con l’ottava di fiori chiusa ha l’aria di un cartellino sbagliato, al posto di un 4 o 5 fiori. Si va 3 down mentre all’altro tavolo sul modesto 1 cuori di Madala gli americani hanno agio di scoprire l’esistenza del fermo a cuori che garantisce un 3SA blindato.
Il tempo si chiude comunque 39-22 per Lavazza.

Ottavi di Finale – Round 2

Sfortunata riapertura di Bilde che porta Duboin a giocare un 3 fiori condannato al 2 down e purtroppo contrato (e meno male che Giorgino passa la carta giusta a quadri, non difficile dopo l’apertura). Col senno di poi è facile criticare la scelta del danese in zona, ma a bridge se non si compete si muore, e Dennis sa che il compagno è corto a cuori e quindi la probabilità di trovare un fit in una delle sue quarte è altissima. Una pacca sulla spalla per consolarlo, non so con quale efficacia, degli 8 MP persi.

Ovest dopo aver aperto 1SA gioca 4 picche nel silenzio italiano, mentre a Brink è partito un contro sul 2 fiori Stayman di Bianchedi. Ma l’attacco fiori costa un tempo importante alla difesa perché dà modo di scartare una quadri sulle cuori; mentre in mancanza di contro, guarda un po’, l’attacco naturale di Nord è proprio quadri da Q-J quarti. Tutto questo corrisponde a 12 MP per noi, compensiamo la prima mano con gli interessi.

Board 17: +2 Lavazza

Board 18: pari

Board 19: pari

La dichiarazione inizia in orizzontale con 1 picche-1SA. Ora Duboin si intrufola con 2 cuori e li fa; Brink dice invece contro e Drjivers tiene ma Bianchedi no. Il suo surcontro sembra promettere le quadri, Madala obbedisce e anche questo parziale, malgrado i due K di Alejandro non prendano, si mantiene. Il doppio score ci vale 5 MP.

Non basta l’attacco fiori per battere 3SA perché Sud non prende mai per mettere sotto il J di Ovest, mentre il giocante ha tempo per sviluppare a cuori la nona presa con il doppio impasse. Bisogna dunque chiamarle, le nove prese, e nel momento in cui entrambi gli Est entrano con 6 si suppone che i loro compagni non si fermeranno prima di manche con i loro 17 splendidi. Madala infatti approda a livello 3, ma di là sorprendentemente Kalita si arena a 2. 6 MP per Lavazza.

Board 22: pari

Brink apre normalmente di 3 con la sesta brutta, figuriamoci se con una 7-4 decente non ci mette un 4 cuori: e di certo non lo ferma il colore rosso del board. Pagherebbe 800 ma la forza è divisa e nessuno dei due decide di riaprire di contro (penso che Bianchedi in quarta posizione con A-A-K passi molto a malincuore, ma è davvero molto difficile contrare senza le picche in quella posizione). All’altro tavolo sul più logico 3 cuori di Giorgino Kalita si infila a 3 picche con 13 e Q-10 quinti nel seme, pure lui in zona, e Nowosadzki non può esimersi dal salire a manche. La 4-1 di atout non basta a far male ai polacchi, 8 MP per Pszczola.

Mentre i polacchi si fermano a 2 quadri e ne fanno ben 5, Madala si trova al timone di un 3SA malsicuro. L’attacco di Q di picche di Nord viene lisciato da Brink e le prime tre prese sono affrancate per la difesa. Madala gioca il K di quadri che viene lisciato, e se ora continuasse con cuori per il K, Q di fiori e J di fiori per il K e l’Asso, ancora fiori e quadri per forzare l’Asso il morto sarebbe chiuso avendo la quarta fiori come ingresso (a patto di aver sbloccato il 7 di mano in uno dei primi tre giri). Agustin continua invece Asso di fiori e fiori, e il K costituisce la quinta presa della difesa. Sono 5 MP per la multinazionale di Pszczola.

Board 25: +1 Lavazza

Board 26: pari

Fin qui, se avete tenuto il conto, Lavazza è a + 5 nel tempo (+22 in totale), ma questo board riporta avanti gli avversari. Sull’apertura bilanciata 18-19 di Sud, Nord ha una 4333 con 10 punti e la quarta di picche. Bilde sceglie di chiudere a 3SA, mentre Drjiver interroga e, trovato il fit, chiama 4 picche. La manche a colore è blindata, ma anche 3SA sembra fattibile se Ovest attacca in una delle sue quarte minori. Ma Kalita, spinto dalla sua mano bianca ad attaccare per il compagno, inventa l’uscita di 9 secondo di cuori centrando la quinta dirimpetto. Est sta basso e Duboin vincerebbe lisciando a sua volta, giocando contro la lunga in Est, perché riuscirebbe a evitare l’entrata in presa di Est. L’attacco di 9 poteva venire da A-Q-10-9? Molto difficile, anche giocando journalist, visto che si muove contro la mano forte. D’altra parte gli errori col morto di Giorgino sono frequenti come il passaggio della cometa di Halley, e quindi per fiducia solidarizzo con la sua scelta di prendere subito, anche se l’operazione costa un +11 per Pszczola.

Board 28: pari

Il tempo finisce dunque con la piccola rimonta di Pszczola che vince 32-26 ma è ancora sotto nel totale di 11 MP.

Ottavi di Finale – Round 3

Board 1: pari

Board 2: +2 Pszczola

 

Board 3: pari

Board 4: pari

Apertura di 1SA, intervento di 2 quadri (sesta nobile) e 3 fiori Rubensohl (per le quadri) di Sud. I due Ovest indovinano il palo del compagno e dicono 3 picche, e qui le strade si separano. Drjiver dice 3SA per proteggere il K di picche; si fanno 6 o 12 prese a seconda della posizione del K di quadri, e per nostra fortuna il dio del bridge lo colloca imprendibile nelle mani di Agustin.
Bilde dice passo, e ora Duboin dichiara 5 fiori che per lui è ritransfer (saggia mossa perché 5 quadri è down di battuta se giocato da Sud, mentre se gioca Nord solo l’attacco cuori batte), ma non è il significato che gli attribuisce Bilde, che lo prende per bicolore e ahimè passa. Perdiamo 3MP pagando 1 down di più in zona invece di guadagnare almeno 5 con 2 down di meno. Curiosità: per ben due volte in questo incontro avendo un’ottava abbiamo giocato in un seme in cui gli avversari avevano più atout di noi.

Duboin e Bilde scelgono il Moysian fit a 3 quadri e Duboin mantiene un contratto non troppo semplice affrancando le fiori del morto. Brink spara il solito barrage sesto e quando Bocchi riapre di contro Sementa, che ha praticamente solo cuori, non può fare altro che trasformare, il che ci fa scorrere un brivido lungo la schiena perché a parte le atout il giocante ha solo una picche perdente. Ma Sementa si apre il taglio a quadri, taglio che corrisponde alla quinta presa della difesa, e questo doppio fa 5 MP che ci riportano al +11 iniziale.

Board 7: +3 Lavazza

Incassiamo con gratitudine 12 MP. Si giocano 5 fiori, dichiarate in difesa su un 4 picche che si fa, e contrate a entrambi i tavoli: l’attacco atout di Bilde (e la ripetizione atout di Duboin una volta in presa con la picche) fa sparire una presa che risulta decisiva alla fine nel computo (due atout, sei tagli, l’Asso di quadri e la quinta quadri affrancata fanno 10), anche se la mano comunque si sarebbe fatta a carte un po’ viste se, in presa al morto dopo la seconda atout, Nowosadzki fosse partito con il taglio della cuori invece di muovere subito quadri, perché avrebbe avuto i tempi per trarre beneficio dalla caduta di AKQ secchi (si affranca il J). 1 cuori, 2 quadri, 2 atout di testa e 6 tagli fa 11. All’altro tavolo gli olandesi mi deludono un po’ perché non muovono MAI atout pur avendo tre occasioni per farlo, e lasciano che Norberto imposti serenamente il suo gioco incrociato. Zompiamo a 85-59.

Board 9: pari

Mano pari ma molto interessante, e che vede il riscatto difensivo degli olandesi. 4 cuori a entrambi i tavoli, in chiusa Duboin attacca cuori e quando il giocante prende e muove quadri per la Q ripete cuori assicurandosi il down nel seme nel momento in cui entra con l’Asso di atout. Bocchi invece sullo stesso attacco gioca una fiori in bianco e sulla seconda cuori prende, taglia la fiori e gioca atout. E’ in presa Brink che dopo aver incassato la cuori vincente dovrebbe uscire sotto il K di quadri o in taglio e scarto. Dovrebbe, perché il compagno non ha più cuori e con il prezioso J di picche che Norby non ha avuto la possibilità di togliergli di mano taglia la vincente del compagno e ritorna quadri salvando il K di Sud. Ben difeso!

Board 11: pari

Board 12: pari

Board 13: pari

Board 14: +3 Lavazza.

Il tempo finisce 23-5 per Lavazza, che incrementa il suo vantaggio a +29.

Ottavi di Finale – Round 4

Board 15: +1 Pszczola.

Per fare 4 picche bisogna fare il sorpasso al 9 di fiori. Brink parte di J coperto da K e Asso, rientra e gioca fiori all’8: 10 prese. Duboin parte di piccola per il 10 e non può più vincere, essendo costretto a perdere due prese nel seme. Senza aiuto software, ho la sensazione che sia superiore la manovra di Giorgio, che vince contro un onore secondo in Nord o i due onori in Nord purché non quarti con il nove, ma anche contro un onore secco in Nord o contro K-Q secchi in Sud. Brink si gioca in pratica il 50% della 3-2 (più KQ secchi in impasse, unico caso in cui vince con il 9 fuori), e questa volta ha ragione lui. 12 per Pszczola che si riavvicina pericolosamente: ora siamo a +16.

Board 17: +1 Lavazza

Board 18: +2 Lavazza

Board 19: +2 Pszczola

Board 20: +1 Lavazza

Board 21: pari

Board 22: pari

I sei board precedenti, abbastanza piatti, hanno spostato 2MP a favore di Lavazza che è ora a + 18; e ne mancano ancora sei. Ma stiamo per assistere a un finale davvero elettrizzante, dove si sposteranno valanghe di MP in entrambe le direzioni.

Lo slam sembra una scommessa decente in questa mano, pur senza essere obbligatorio da chiamare. I nostri non lo chiamano, marcando 3SA + 3, mentre i polacchi scelgono 6 cuori invece di 6SA, pur sapendo di giocare nella 5-2. Senza l’attacco fiori la mano è facile: atout (supponiamo) presa al morto con il K, Asso di quadri e quadri taglio, rientro in mano a picche, battuta delle atout, incasso delle picche scartando la terza quadri ed eventuale taglio della quarta picche in caso di 4-2, rientro con l’asso di fiori e l’ultima quadri sulla quinta picche: si cede alla fine la fiori. 5 atout + 1 taglio, 4 picche e i due assi minori=12. Ma si dà il caso che Dennis Bilde attacchi proprio a fiori.
Con questo attacco la mano si farebbe affrancando la quinta fiori. Ma questa linea di gioco implica il rischio del surtaglio di 10 sul terzo giro di fiori che va giocato prima di battere atout, perché il K di cuori serve come ingresso, e questo rischio viene ingigantito dal fatto che l’attacco di Bilde sia la Q. Ora Nowosadzki sa che, a meno di un attacco d’inganno, è Est a essere corto a fiori, ed escluse quindi le fiori divise la mano si riduce a un gigantesco indovinello: giocare sul 10 di picche in caduta o sul 10 di cuori in Ovest? La scelta per giunta va fatta alla carta 2, perché se si gioca sulle fiori bisogna farlo immediatamente, e quindi si può essere down alla presa successiva.
Mentre ovviamente il 10 di cuori sarà in Ovest il 50% delle volte, la probabilità combinata di picche 3-3 e J in caduta è il 48% (e spiccioli), ma solo perché mancando il 9 non si può beneficiare del circa 3% aggiuntivo del J secco. Ma qui l’attacco pur malefico ha dato la possibilità di affrancare una presa a fiori prima che la difesa rompa quadri, per cui si necessita di sole quattro prese a picche e la probabilità di incassarle sale intorno al 52%, dunque la linea di Nowo sembrerebbe per un soffio la migliore. Non so se il polacco si è fatto questi conti o si è affidato alle sensazioni del tavolo, spesso ben più significative: sta di fatto che la sua seconda carta è il K di cuori, e da qui in poi non si vince più. E questo slam risulterà decisivo nel computo, dunque onore al brillante attacco di Dennis.
Si va a +32 a cinque mani dalla fine e questo vantaggio sembra tranquillizzante: nemmeno per sogno.

Gli olandesi giocano un tranquillo 3SA: la picche è divisa, gli ingressi al morto per incassarla pullulano e le prese alla fine sono 10.
All’altro tavolo dopo una lunga sequenza Duboin e Bilde vanno fuori contratto; apparentemente si farebbero le stesse dieci prese anche con atout picche, ma i polacchi hanno due modi diversi per aggiungerci un taglio. Scelgono le quadri, e il terzo giro nel seme promuove il 10 di Nowosadzki. Scendiamo a un meno confortevole +22, ma le mani ora sono solo 4.

+3 Lavazza (siamo a + 25).

Il board che non avremmo mai voluto vedere a questo punto. Gli olandesi giocano un normale 3SA che viene regalato dall’attacco sfortunato ancorché normalissimo a quadri di Sementa. Drjiver vince al morto con il J secco e libera le due prese mancanti a fiori; anche se Antonio avesse girato a cuori non sarebbe stato sufficiente per battere, comunque torna quadri e la picche divisa assicura la nona presa: + 600.
Giorgino descrive accuratamente la sua 5-4 nobile con corta a quadri, e ora Nowosadzki (che probabilmente sa di essere sotto) contra sperando nell’attacco cuori. Bilde, che ha un’apertura blindata di prima della guerra, surcontra manco fosse barbù, e ora i punti in ballo sono tanti. Ma purtroppo la dritta che si sono scambiati i polacchi, con conseguente attacco cuori, si rivela letale: Nord prende di 10 e gira quadri, Bilde sta basso ma non avrebbe nessun vantaggio a prendere perché comunque la difesa prima o poi incasserà sei prese. Lo spaventoso doppio score da 1600 produce 17 MP per i nemici e ci fa crollare a +8. Mancano 2 board.

Due surlevee per i polacchi a 3SA contro il nostro m.i. erodono un quarto del nostro vantaggio. Giochiamo l’ultimo board con 6 (sei) striminziti MP di vantaggio. Naturalmente incrociamo le dita sperando di vedere un bel 4 picche+1, e invece…

Invece il board risulterà a dir poco movimentato in entrambe le sale. Iniziamo dagli olandesi: Brink apre 1 quadri e Drjivers (che a ragione pensa di aver bisogno di uno swing) risponde spiritosamente 1 picche nel doppio con tredici scartine. Come giusta punizione centra il rever del partner che salta baldanzoso a 2SA, e a questo punto l’unico sistema che ha per evitare di giocare manche o peggio nella 4-2 è il passo (immagino la faccia di Brink nell’osservare lo sparecchio del carrello). Si gioca quindi 2SA, la difesa arraffa tutto quello che può e marca 3 down: 150 per Lavazza.
Anche Bilde, con le tredici scartine di cui sopra, decide di rispondere 1 cuori all’1 quadri di Duboin, per poi passare sulla replica di 1 picche. Kalita in Sud riapre di 1SA, 2 quadri di Giorgino, 2SA di Nowosadzki, e ora il polacco che in fin dei conti ha 14 e una bella quinta chiude a manche. Duboin contra con una certa soddisfazione, perché sa che sette prese non gliele leva nessuno. Si chiude quindi con questo doppio score da 14 che fissa il risultato finale sul 123-103 per Lavazza.
Siamo ai quarti, gente, ma che fatica! Le ultime mani hanno spostato quasi 80 MP (44-35 per Pszczola), e siamo sempre rimasti avanti ma il nostro vantaggio ha subito un andamento da montagne russe che non ha favorito il buon funzionamento delle coronarie dei tifosi che hanno trascorso parte della nottata incollati al monitor (quorum ego). Dose doppia di Plaunac, stanotte!
Ora ci toccherà Chagas, che abbiamo già visto giocare (e perdere, speriamo porti buono) contro Cayne nello Swiss. Nel frattempo è uscito Nickell, lo squadrone americano dove militavano fra altri campioni anche Meckstroth e Rodwell, e in questo turno assisteremo fra l’altro a un intrigante derby fra Forrester (Frogs) e Robson (Allfrey). Ma domani è un altro giorno…

 

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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