FederbridgeHomeTecnica

La penitenza di fratello Bernardino

Fratello Bernardino, alle prese con l’interminabile scala che conduce alla stanza di Maestro Saverio, pensava:
(“… ma come fa, alla sua età, a sopportare tutta quest’arrampicata?! Io non sono in forma, è vero, ma ho trent’anni meno di lui, mica un giorno!… Oh, non ce la faccio proprio più!… Ancora una rampa!…”)
Il pingue frate aveva appena posto piede sul pianerottolo antistante la porta della stanza, che si udì, sottile ma ancora piena di energia, la voce di Maestro Saverio dall’interno:
“…entra pure, fratello Bernardino!…”
“… che la … fff!.. giornata vi sia… fff! propiziahh! Uff, Maestro!…” rispose il monaco, ancora in affanno
“…anche a te, fratello!”
“…sapevate che ero io, alla porta?”
“…ti aspettavo, come sai! Mettiti comodo!”
L’anziano frate evitò di dire che l’ansimare e lo sbuffare di fratello Bernardino erano già udibili quando si trovava ancora due piani sotto. Fratello Bernardino tentò un timido inizio, non senza una certa apprensione…
“…a cosa debbo, Maestro?…”
Maestro Saverio era la persona più mite che conoscesse, ma egli era abituato a non sentirsi la coscienza del tutto a posto… l’idea di dover rendere conto di qualche cosa non lo faceva stare tranquillo.
“…cos’è? Per la storia del formaggio grana?…”
Pausa
“…qualcosa che non va nei conti? …”
Altra breve pausa
“… o … che so, le giacenze di magazzino…”
Maestro Saverio non poté evitare di pensare che, se avesse proseguito a tacere, chissà a cosa altro ancora avrebbe fatto allusione fratello Bernardino…
“No, no! Niente di tutto questo… Volevo vederti per parlare del nostro gioco preferito…”
“…be’, a me lo scambio del formaggio per avere gli astucci è sembrata una cosa vantaggiosa…”
“Ma sì, ma sì! Hai fatto benissimo! Abbiamo potuto giocare un torneo in piena regola, e tanti altri ne giocheremo!…”
Dopo una breve pausa di studio, il Maestro riprese:
“… tu sei un buon giocatore…”
L’inizio del discorso, anziché tranquillizzare fratello Bernardino, lo mise ancora più sulle spine. Il vecchio frate non l’aveva certamente chiamato per fargli dei complimenti …
“…progredire nella conoscenza del bridge, come tu hai fatto, significa penetrare gradualmente i segreti del gioco della carta, le finezze della dichiarazione, le tecniche e le astuzie del controgioco…”
(“…ma dove vuole arrivare?…”)
pensava intanto fratello Bernardino.
“… di pari passo deve crescere la nostra conoscenza e comprensione degli aspetti etici!… Anche chi non è un monaco è giusto capisca che, se certi comportamenti possono essere compatiti in un principiante o possono rappresentare un peccato veniale per un giocatore di limitata esperienza e conoscenza, sono al contrario vergognosi in un esperto…”
Maestro Saverio guardò dritto negli occhi fratello Bernardino, il quale pensò:
(“…eccoci al dunque!”)
“…al morto ci sono re e fante di picche, il dichiarante gioca 3SA e muove piccola picche dalla mano… tu sei prima del morto ed hai l’asso… che fai?”
“…be’… bisogna vedere! Comunque, di solito è bene stare bassi…”
“…non è giusto dire così! O meglio, non è ABBASTANZA!”
Maestro Saverio, levato in piedi, si stava accalorando nel parlare. Agli occhi di fratello Bernardino egli sembrava divenire ogni momento più alto di statura. Non più il mite vegliardo prodigo di carezze e buone parole per tutti, ma un aitante arcangelo che brandisce deciso una spada fiammeggiante.
“… è giusto dire che si deve stare bassi VELOCEMENTE! Questa è una cosa che TUTTI imparano presto!”
Esitazione drammatica
“…PER DIFENDERE LE PROPRIE PRESE! Solo gli sprovveduti tradiscono imbarazzo quando è in ballo l’esito del contratto! Anche i giocatori deboli imparano presto a giocare senza battere ciglio quando si tratta di non concedere vantaggi all’avversario….”
“Perché – riprese con voce tagliente Maestro Saverio – i medesimi giocatori non riescono a restare altrettanto impassibili quando il loro atteggiamento può dare in qualche modo benefici al compagno?”
Dopo una vibrante pausa, Maestro Saverio concluse:
“E’ pensabile poi che questo fango possa insozzare l’abito di un monaco?”
La dura orazione del vecchio monaco aveva colpito profondamente nel segno. Fratello Bernardino, dopo aver sostenuto con difficoltà la tensione precedente, accolse le accuse come una liberazione. Si gettò per terra prorompendo in un pianto scomposto e strinse tra le braccia le caviglie nude del vegliardo. Egli piangeva ed implorava sommessamente:
“Perdono! Perdono, Maestro! Perdonate questo peccatore!… Avete ragione, mille volte ragione! … non l’ultimo dei monaci… io sono il più miserabile di tutti gli uomini!… Finalmente l’ho capito! Anche con l’aiuto di fratello Garcia…. e di Dio, naturalmente!… Solo da poco, solo da poco ho capito quanto mi dite! Ho sbagliato, ho sbagliato! DOMINE! HAEC NON PARCAS…!”
“…lasciamo in pace Sant’Agostino!…”
“No! Voglio essere punito! I nostri fratelli, pur nella loro discrezione, non possono ignorare il mio vergognoso comportamento! Sono divenuto un esempio negativo per tutti! A cominciare dai novizi… Non sono degno di stare in questa comunità! Voglio espiare, Maestro! Non importa quanto dovrò soffrire!…”
“Sì, sì! Penseremo ad una penitenza! Ma ora alzati. Chi è il tuo confessore?”
“…prima eravate voi, Maestro!…”
“Sì, ricordo bene!… e poi? Rimettiti seduto, su!”
“Dopo di voi mi ha confessato Dominus Silvester…”
“Chi?… Dominus Silvester?… Ma, ma… se non è più con noi da almeno tre anni!…”
“Be’, sì, è passato un po’ di tempo!… in seguito ho reso qualche confessione a Maestro Hammer…”
“…Maestro Hammer! Tu! Proprio tu, che vai a confessarti dal più severo di tutti! …Sapendo quanto egli avversi il nostro gioco, non avrai certo fatto parola del bridge…”
“Be’, no, veramente!… Però gli ho lasciato intuire qualcosa…”
“Ah, be’! … e lui?”
“…veramente… è stato stranamente conciliante… ho anche avuto l’impressione, ma è stato un attimo, che avesse capito di cosa propriamente stessi parlando. Ma io avevo fatto solo velate allusioni…”
“…e lui non è andato a fondo?… non ha insistito? Non ha cercato di farsi dire ESATTAMENTE?”
“…no, no… quando ho finito il mio vago racconto, si è rinchiuso in un prolungato silenzio… la fronte appoggiata alle mani… credevo che si fosse addormentato… avvicinandomi, però, ho notato che muoveva le labbra…ho atteso a lungo. Molto a lungo…Alla fine, riscotendosi dalla posizione, Maestro Hammer mi ha congedato con voce impersonale: – puoi andare, figliolo! – “
“mm… lo sfogo di poco fa non è di certo maturato oggi… – lo interruppe Maestro Saverio – tu eri evidentemente già preso dal rimorso…. mi dici che sia stato fratello Garcia ad aver propiziato le tue riflessioni e ad aver smosso il tuo senso di pentimento…”
“Sì, l’altro giorno, quando abbiamo partecipato al torneo, fratello Garcia era molto… agitato! Egli è stato duro con me, ma io gliene serbo gratitudine… dopo quello che mi ha detto, io ho preso la decisione di non parlare e di guardare solo in basso per tutto l’arco della gara. Quando il torneo è finito mi sentivo stanchissimo…”
“Hai giocato l’ultimo turno contro due novizi…”
“Sì, infatti! Nevio ed Accio…sono molto bravi… come sono pure bravissimi i loro compagni di squadra…”
“…hai notato qualche particolare nel loro sistema?”
“…be’, sono dichiaratori di stampo piuttosto naturale… non può essere diversamente con una guida come Dominus Gardiner… solo…”
“…solo?…”
“…pensate, un po’… come vi ho detto, ero molto stanco a causa del mio stato di tensione interiore, e non vedevo l’ora di tornarmene in cella per riposare… nell’ultima mano, per fortuna, ho fatto il morto. Stavo cercando di recuperare la mia convention card e, frugando tra le carte sul tavolo, ho aperto per sbaglio quella di Nevio ed Accio…”
“…Ah!… hai aperto per…sbaglio la loro convention card?…”

(Nel precedente episodio Fratello Bernardino era stato duramente ammonito dal proprio compagno di gioco, fratello Garcia, affinché rispettasse rigorosamente l’etica del gioco. Fratello Garcia aveva poi raccontato a Maestro Saverio che, mentre lui stava riflettendo davanti al morto nell’ultima mano del torneo, fratello Bernardino aveva preso in mano la convention card avversaria. Fratello Garcia aveva creduto che il suo compagno avesse fatto così per attrarre l’attenzione su di un particolare del punteggio riguardante l’uso delle sottoaperture. La cognizione di questo particolare era determinante ai fini delle scelta della linea di gioco. Fratello Garcia pensò ad una scorrettezza di Fratello Bernardino e deliberatamente perse lo slam, che sarebbe stato invece in grado di realizzare con una giocata spettacolare).

“…Sì, e… pensate! Questi giovani usano aprire con una dichiarazione di sbarramento solo avendo una forza di almeno otto… no! Sette punti in carte alte!… Davvero strano!…” “…mh…. Certo! …sembra davvero strano!…” Maestro Saverio indugiò, riflettendo a quanto aveva raccontato fratello Bernardino “…be’! Scusa se ti ho disturbato!… Ho avuto piacere di parlarti… scusa soprattutto se hai dovuto sopportare tutte quelle scale!…” “…grazie per la vostra comprensione, Maestro! …dovrei venire a farvi visita spesso!… servirebbe a mettermi un poco più in forma!” “…se vuoi approfittare… Ricevo spesso altre visite e ci troviamo di frequente ad essere almeno quattro!… sei sempre il benvenuto! Ma ancora più benvenuto sarai tutte le volte che ci troverai in tre!… Arrivederci, fratello Bernardino!… Abbi la cortesia di dire a fratello Garcia che desidero vederlo!…ah!…fratello?…” “…sì?!…” “Non abbiamo un discorso rimasto a metà?” “…quale discorso?…” “…non stavamo parlando di una certa penitenza, poco fa?…” Poco tempo dopo la visita di fratello Bernardino, Spinacino e Frutterello salirono alla stanza del Maestro. Egli fu come sempre felice di vedere i suoi pupilli. Pensava però ancora al colloquio precedente e, come era solito fare in compagnia di Spinacino e Frutterello, prese a parlare ad alta voce di tutto ciò che gli passava per la testa:

“… pensa un poco… fratello Bernardino accusato ingiustamente!… lui che, diciamo pure, è spesso un po’ furfantello, questa volta… eh, no! Non si può proprio dubitare della sincerità del suo pentimento…. Chissà se i suoi propositi saranno stabili… povero Bernardino, era commosso sinceramente!… Tutto mi sarei aspettato…”
“…Maestro Saverio!…”
“Oh, entra, fratello Garcia!… prima di te è stato qui il tuo compagno di bridge!…”
“Sì, me lo ha detto! Buona giornata a te, Spinacino! Ed anche a te, Frutterello!”
“Siediti con noi… emh!… siamo giusto in quattro!… ma senti, prima di giocare… quel dubbio che tu avevi su fratello Bernardino… be’, sappi che il tuo compagno è innocente!…Nella forma più assoluta!…”
“…Ma allora?… perché aveva preso in mano la convention card avversaria?…” Maestro Saverio scoppiò a ridere ed insieme a lui anche Spinacino e Frutterello.
“Perché? Cosa si fa alla fine del gioco?”
“Be’, si chiudono i bidding-box!… Poi si prende lo score e si vanno a fare i conti…”
“…senza dimenticare di prendere…”
“…Oh! Santa pace! La convention card! … vorreste dire che, essendo l’ultima mano, fratello Bernardino stava recuperando la nostra convention card… e per sbaglio ha aperto quella avversaria?…”
“Proprio così!…” Spinacino e Frutterello continuavano a divertirsi pazzamente e ballavano per la stanza mescolando ciascuno un mazzo di carte.
“…sono veramente felice per fratello Bernardino, ma… sono anche addolorato per me stesso!… Ho dubitato della lealtà sportiva del mio compagno!… ho perso di proposito un contratto che avrei potuto mantenere!… ”
Spinacino e Frutterello, compagni di squadra nell’occasione di fratello Garcia e fratello Bernardino, smisero per un momento di ballare e giocare. Si guardarono uno con l’altro, poi scoppiarono di nuovo a ridere e ripresero le danze.
“Vedi – disse Maestro Saverio – loro ti hanno già perdonato!… Quanto a fratello Bernardino, sarà forse meglio che gli manifesti i tuoi sentimenti senza raccontare di quello slam che hai voluto perdere!…”
“…Chiedo allora a voi il perdono, Maestro! Anche se ha tanti difetti, in questo momento fratello Bernardino mi sembra la persona migliore di questo mondo!…”
“…Questo che dici ti fa onore!… ma, insomma!…cerca… di recuperare un po’ di equilibrio!…”
“…è anche un ottimo compagno!…”
“…ma sì!…”
“…E’ comprensivo…capace di scherzare per cercare di farti dimenticare un errore… poi è un giocatore di grande solidità… dotato di una velocità di analisi sorprendente… guardate questa mano che ha giocato nel torneo dell’altra sera…”
Fratello Garcia vergò rapidamente le carte di mano e morto mentre gli altri tre monaci facevano capannello intorno a lui.

“…fratello Bernardino giocava il contratto di quattro cuori con l’attacco re di quadri. Egli chiamò una cartina dal morto ed est contribuì con il fante per segnalare il possesso del dieci. Il mio partner non aveva ancora scelto la linea di gioco, ma cercare di isolare le due mani avversarie è spesso una tattica vincente. Dama di quadri ancora da ovest, presa dall’asso. Il mio compagno studiò con cura la situazione, poi giocò due giri di atout, sul secondo dei quali est non rispose. Voi come avreste proseguito, al suo posto?”
“mh! Se le atout fossero state due/due, mi pare che sarebbe stata possibile un’eliminazione!…” – osservò Maestro Saverio – “Asso di fiori, fiori al fante…”
“…infatti! Proprio in quella direzione giocò l’avversario impegnato in sala chiusa con le medesime carte… completò la battuta con un terzo colpo d’atout e poi: asso di fiori, fiori per il fante… se la dama fosse stata sotto impasse non ci sarebbe stato alcun problema. Nessun problema anche se ovest avesse fatto presa con la dama seconda… sarebbe stato privo di una via di uscita: picche contro la forchetta o quadri in taglio/e/scarto. Giochi finiti, naturalmente, anche con il colore diviso tre/tre. Ma ovest aveva la dama quarta… il sorpasso a picche andò male ed il giocante dovette arrendersi…”

Se invece, dopo aver battuto la terza atout terminando al morto, si prosegue giocando cartina verso il fante di fiori senza incassare l’asso, si vince contro la disposizione attuale: ritorno fiori fiori, fiori ed ancora il quarto giro di fiori scartando il due di picche. Il contratto però è perso se c’è la dama seconda a sinistra… ovest può tornare fiori senza problemi…”
“…e fratello Bernardino? Come ha giocato?”
“…il mio compagno giocò veloce, avendo già studiato ogni variante. Senza battere la terza atout, giocò il re di fiori dalla mano!… E’ una mossa molto bella!… Contrariamente alle apparenze, non è per niente rischiosa! Anche se ovest taglia il re di fiori, deve poi subito regalare una presa sul ritorno picche o quadri… e ci sono ancora al morto i rientri sufficienti per giocare cartina di fiori verso il fante procurando così un ulteriore scarto per le picche perdenti. Dopo aver incassato il re di fiori, fratello Bernardino continuò con il terzo giro di atout preso al morto, e di lì fiori verso il fante… ovest vinse e tornò fiori. Ma c’era ancora l’asso al morto. Fratello Bernardino concluse prendendo il ritorno e giocando ancora fiori, per lo scarto di una carta di picche dalla mano. Ora l’eliminazione è giunta al termine… ovest deve concedere la decima presa!… Che ve ne pare?”
“Probabilità 100%! Davvero ben giocato! Ho sempre apprezzato nel tuo compagno l’intuizione e la sua sbalorditiva furbizia, ma questa giocata dimostra anche una tecnica di prim’ordine!…Che ne dici, Frutterello? Ti è piaciuta la giocata di fratello Bernardino?”
Frutterello arrossì violentemente prima di parlare. Poi, con l’aria di chiedere scusa, fece udire la sua esile voce infantile:
“…Sì, vicovdavo la mano… contvo di noi l’ha giocata fvatello Diaz… non è un campione, ma si difende!… – arrossì di nuovo – Vevamente ci eva sembvato, che si potesse fave di meglio… non è vevo, Spinacino? Questa è pvopvio una giocata… elegante! Non vi pave?”
Durante i commenti, Spinacino preparava il tavolo da gioco e distribuiva le carte…
“…Accomodati, fratello Garcia!… non abbiamo mai giocato insieme!…”
“…Con estremo piacere, Maestro! … il Montenevoso Standard, immagino?…”
I quattro monaci presero a giocare. Spinacino e Frutterello diedero come sempre sfogo al loro temperamento fanciullesco per sottolineare alcune belle giocate, una delle quali realizzata da fratello Garcia, che rimase interdetto per il loro modo di fare.
“…non sono dolcissimi?…”
Commentò Maestro Saverio, quando un suono arrochito fuori della porta attirò l’attenzione di tutti, seguito da un soffio forte e continuo, come quello dell’aria forzata attraverso un mantice… poi ancora uno scalpiccio di sandali…
“…entra pure, fratello Bernardino!…”
Il monaco si introdusse nella stanza ansimando come in preda ad una crisi di asma, gli occhi fuori delle orbite. Si guardò intorno e, senza parlare, fece un cenno con il capo a tutti i presenti.
“…siedi qui, vicino a me! … cerca di riprenderti un poco…! Su, guarda!… io ed il tuo compagno di torneo stavamo conducendo una dichiarazione interessante!…”
Fratello Bernardino, gli occhi stralunati, guardò fratello Garcia, il quale non seppe reprimere il riso, scatenando anche Spinacino e Frutterello e poi Maestro Saverio. Anche fratello Bernardino riuscì ad estrarre una debole risata, pur se congestionata dalla cattiva respirazione.”

Quando il morto fu scoperto, Maestro Saverio si rivolse a fratello Bernardino che, sempre silenzioso, stava seguendo il tutto. La sua respirazione era migliorata fino ad essere simile a quella di un cane accaldato.
“… eh? Che ne dici di questo slam?…”
Dopo aver preso in mano l’attacco nove di quadri con l’asso, Maestro Saverio giocò cuori per l’asso del morto, poi il re, scoprendo che Spinacino, alla sua sinistra, non rispondeva.
“…ah, birbante!” disse rivolto a Frutterello, che non mancò di arrossire, dispiaciuto per lo sgarbo fatto al vecchio Maestro con le sue quattro atout.
“…mh, vediamo!… con una perdente nel colore d’atout la strada si è messa in salita… Ci sarebbe la possibilità di un sorpasso… posso scegliere pure il colore… ma, figuriamoci se mi riesce un sorpasso… qui è ancora più difficile! Figurati poi se azzecco quello che riesce, ammettendo che uno dei due vada bene…”
L’anziano monaco chiuse gli occhi per favorire la concentrazione. Fratello Bernardino, per seguire meglio il gioco, si era sporto allo scopo di vedere anche le carte dei difensori. Ora, sempre con gli occhi sgranati, guardava alternativamente le carte del morto e quelle di Spinacino, scotendo appena percettibilmente la testa.
“… l’attacco nove di quadri – Maestro Saverio, quasi in stato di trance, stava parlando a sé stesso – non fornisce indicazioni sulla disposizione del colore… per la faccenda dei posti liberi il sorpasso a fiori sembra essere un poco migliore di quello a picche… però, se si potesse evitare…”
Ora fratello Bernardino, ripreso un normale ritmo di respirazione ed avendo già dedicato una certa attenzione all’analisi della mano, accennava ad assopirsi, con Spinacino e Frutterello che soffocavano la loro permanente ilarità per non disturbare…
Maestro Saverio si riscosse, così vigorosamente da strappare al dormiveglia fratello Bernardino, e riprese a giocare. Dama di quadri, fante di fiori preso dall’asso, re e fante di quadri, scartando due picche dalla mano… Fratello Bernardino, ancora un po’ intontito, aveva aggrottato le ciglia e seguiva con grande attenzione lo sviluppo del gioco…
“… be’, se mi taglia, ricorrerò al sorpasso a picche…ma Frutterello non mi farà pure questo dispetto, non è così?…”
Spinacino rise e Frutterello ne approfittò per arrossire di nuovo.

“Ecco, sei stato bravo a metterti in mano quattro carte di quadri… Ora sarei quasi… ma, aspettiamo a parlare… re di fiori!”
Maestro Saverio annuì ancora vedendo Frutterello rispondere e proseguì tagliando in mano una fiori, incassò l’asso di picche.

Cuori per il morto e giocando poi fiori, Maestro Saverio fu in grado di realizzare il nove di cuori “en passant”.
“Reverendo Maestro, avete realizzato un colpo bellissimo!…”
Esclamò Fratello Garcia, mentre Fratello Bernardino strabuzzava gli occhi senza commentare. Spinacino e Frutterello, inutile dirlo, si stavano rotolando per terra dalla felicità.
I quattro giochi completi:

“Grazie, Fratello Garcia! Quest’apprezzamento, fatto da un giocatore della tua forza, è un vero onore!…”
“Maestro, se fossi in grado di arrossire, io… mah!… Fratello Bernardino! Non dici niente al Maestro per il colpo che ha giocato? Cosa facevi, dormivi?…Ancora non hai detto una parola, che ti prende?”
Fratello Bernardino, gli occhi fuori dalla testa, era così gonfio in viso da sembrare sul punto di scoppiare. Spinacino e Frutterello si gettarono ridendo tra le braccia di Maestro Saverio.
“E già!… Fratello Garcia, come puoi spiegarti tutto questo silenzio da parte di una persona così esuberante e faconda come fratello Bernardino?…”
“…ah! Un voto!…”
“…oppure…?”
“…una penitenza!…Però! Che acume psicologico, il tuo confessore, fratello Bernardino!…”
Nuovo prolungato scoppio di risa
“…oh, davvero!… Maestro… siete voi?”
“Pensa! E’ stato lui ad insistere tanto… Voleva proprio soffrire, mortificarsi… Ha scomodato un padre della chiesa: DOMINE, HAEC NON PARCAS! Non è vero, fratello Bernardino? Allora gli ho anche imposto di venire a farmi visita almeno una volta al giorno!”

Potrebbero interessarti anche...

Close