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Campionati Europei a squadre Miste: Italia – Croazia

Uggeri-Vanuzzi in chiusa contro Mestric-Brkljacic e Chavarria-Gandoglia in aperta contro Sver-Borevkovic, per confermare quanto di buono i nostri hanno fin qui mostrato.

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Si parte con una manche facilmente gazzillata da Uggeri e Vanuzzi in aperta e con identica sequenza pure da Sver e Borevkovic in chiusa: forse la convenzione inizia a prendere piede anche fuori dai patrii confini? Entrambi i giocanti poi annettono la surlevee, che l’attacco in atout (peraltro molto difficile da centrare avendo K-Q di fiori) avrebbe reso problematica.

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Altra mano banale, Est gioca 3SA nelle due sale. In aperta l’attacco cuori sviluppa due prese alla difesa che si aggiungono alle due teste di picche: fatte giuste. In chiusa è più efficace l’attacco quadri di Uggeri che libera la tredicesima nel seme alla Vanuzzi. Così il giocante arriva all’impasse di cuori finale con un po’ di batticuore, ma alla fine tutto va liscio.

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Terza manche di battuta, di elementare chiamata visto il punteggio e il fit nono, e di facile mantenimento grazie alla compiacente caduta della Q di picche. Fin qui non ci siamo divertiti nemmeno un po’.

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Nemmeno la Sver si è divertita finora, e cerca dunque di movimentare le acque con un salto a 3 fiori poco classico con palo sesto e punteggio elevato, ma probabilmente innescato da una sistemazione convenzionale della surlicita a 2 fiori. Gandoglia attacca abbastanza naturalmente con il J secco di cuori, e questo, unito alla felice posizione delle atout, produce un numero di prese fantasmagorico per il giocante, addirittura 12.
In chiusa la Vanuzzi dispone fortunatamente di un accordo che le permette di dichiarare 2 fiori naturale e questo permette agli italiani di trovare le cuori a livello più basso, e di conseguenza la manche buona. Attacco K di picche, Uggeri sa che praticamente tutti gli onori mancanti sono in Ovest e quindi muove la Q di cuori e cattura il J secco. Da qui in poi la faccenda è di routine e solo la cattiva divisione dei semi rossi gli impedisce la surlevée: poco male perché sblocchiamo lo score con un 6-0 a nostro vantaggio.

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Una mano velenosa, perché giocando a cuori si fa o 5 o 7 (a patto di prendere l’attacco quadri), a seconda della posizione del K di cuori. In aperta Borevkovic in terza posizione complica le operazioni con un barrage a 3 picche su cui Margherita con il suo monumento contra, Sver rialza a 4, e il contro ripetuto dell’azzurra estrae finalmente le cuori dalla mano del compagno; qui giunti, a malincuore ma con logica la Chavarria si accontenta.
Impossibile invece accontentarsi in chiusa perché la Brkljacic sottoapre a 2 cuori con mano pressoché bianca, e questo spinge i croati a slam in due battute. Carte ben messe, attacco favorevole, 13 prese ai nemici che ci sorpassano a 11-6.

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Gandoglia, forse pentito dal passo iniziale della mano precedente, con una mano praticamente fotocopia spara un barrage atipico addirittura a livello 3: ma il destino ci mette lo zampino, e la Chavarria, di nuovo carica di punti come un nespolo in primavera, non ha tempo né modo di accertare il fit quadri che produrrebbe 12 prese (slam niente affatto sicuro vedendo il morto, ma che viene reso imbattibile dalla posizione delle carte in difesa).
Una volta fare barrage con questi orrori a compagno non passato catalogava l’affidabilità del tuo gioco al livello del debito pubblico italiano; ora come si vede disturbare ad ogni costo è diventato un must senza il quale non ci si siede neppure (lo so, sto invecchiando…). Di là infatti la Brklyacic con coerenza ripete il suo fragile barrage a livello 2, e di conseguenza anche Mestric non sa fare di meglio che chiudere a manche.

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La Vanuzzi a quanto pare non può dire 2 quadri sull’intervento di Ovest e la Sver invece sì, ma entrambe concludono poi a 3 quadri e li portano a casa.

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La Brkljacic si è fin qui mostrata in licita più amante della sciabola che del fioretto, e lo conferma sparacchiando 6SA con 18 non male sull’apertura di 1SA del compagno. Per sua fortuna manca un Asso al conto, perché di là c’era la sesta minore e le prese si sprecavano. Marilina non ha ragione di tirarselo, e arriva anche la surlevée.
Lunga sequenza in chiusa, approdo a 6 quadri e 2 MP ai croati.

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La Sver apre di 1SA, Gandoglia entra con la Landy per i nobili e Borevkovic non si perde in quisquilie e con il solido fermo di 10x a picche chiude agile a 3SA: io in questi casi trovo immancabilmente il 9 terzo all’apertore, ma lui è evidentemente solito scegliere compagni e compagne più affidabili, che si fanno trovare pronti alla bisogna con AK quinti. Alessandro a picche ci attacca e così Borevkovic dimostra che aveva ragione, perché il suo 10 tiene e rappresenta la decima presa.
Uggeri non è altrettanto lungimirante e nella stessa situazione dice ovviamente contro permettendo a Mestric di mostrare la preferenza per le cuori, dopodiché la tenuta nel seme lo autorizza a chiudere a manche ma con l’attacco cuori le prese si sono nel frattempo ridotte a 9. Ora il punteggio è 14-6 a nostro sfavore.

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Improvvisamente la Brkljacic (che a onor del vero stavolta è in zona) si intimidisce a 2 cuori con una settima che, viste precedenti valutazioni, pareva anche troppo solida. In due battute i varesini trovano il 3SA di competenza, e Marilina sull’attacco cuori fa le prime 11. In chiusa Alessandro decide per il livello 3 e questo rischia di spingere troppo in alto i croati, che riescono per (loro) fortuna a tirare il freno a livello 4 e a incassare le stesse prese.

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In sala chiusa Uggeri esibisce il suo monumentale rever e sul quarto colore della Vanuzzi Est contra per l’attacco. Ora il 2SA di Uggeri mi sorprende un attimo perché espone il fermo di picche all’attacco avversario; ma previdente, Marilina si è dotata non solo del K ma anche del 9. Se lo avesse avuto Mestric l’attacco sarebbe stato probabilmente di 10, e… non sarebbe successo nulla, in quanto il seme diviso 4-4 non sarebbe stato sufficiente a battere il contratto. Messe così le cose, le prese diventano 11 e il tutto sembra banale, ma gli avvenimenti della sala aperta ci danno gradevolmente torto.
Succede infatti che per imprecisate ragioni sistemistiche la Sver debba rispondere 1SA all’apertura; e fin qui non ci sarebbe nulla di male, perché Borevkovic rimette la licita sui binari con la sua ascendente a 2 cuori. Ma ora qualcosa si inceppa e il contratto finale rimane 3 fiori: la ricca manche in zona ci permette il controsorpasso a 17-14.

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3SA a entrambi i tavoli; la Chavarria apre 1 cuori, Brevkovic al suo turno entra a fiori e ottiene l’attacco nel seme; Margherita affranca le picche e rimane con AQ9 di cuori, a questo punto fa l’impasse e incassa tre prese nel seme perché Sud ne ha a sua volta scartata una sulle picche, totalizzandone 10.
Mestric in chiusa apre di 1SA con una distribuzione eccentrica (solita costante di questi incontri, la disciplina licitativa dei nostri paragonata all’imprevedibilità avversaria) e non prende quindi interventi. Fila l’attacco quadri, prende il secondo giro e fa l’impasse a picche; quando il seme si rivela maldiviso passa alle cuori. Uggeri con KJx dentro tutte le forchette del mondo cerca di suggerire la cattiva divisione passando il K al primo giro, ma la sua bugia ha le gambe corte quando sulla seconda cuori mossa dal morto è costretto a rispondere: Mestric (che ha tenuto tutte le cuori) mangia la foglia, gli sorpassa il J e fa 11 prese. Risultato finale 17-15.

Un incontro piuttosto piatto, fatto di molti 3SA mantenuti senza problemi. I tre swing sono tutti di fattura croata, nel bene e nel male: il barrage anomalo della Sver, lo slam chiamato a strappo da Mestric e mantenuto sull’impasse in atout e la manche dispersa nel finale. Gli azzurri confermano l’impressione di squadra solida e senza voli pindarici (non che le mani si prestassero molto) fornita fin qui, e mettono in cascina un’altra piccola preziosa vittoria che ci conferma al terzo posto del ranking, guidato ora dalla sempre più sorprendente Lettonia, che affronteremo nel pomeriggio e che ha sconfitto la Svezia in un match di alta quota scavalcando quindi la Danimarca per meno di 1 VP.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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