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Campionati Europei a squadre Miste: Italia – Lettonia

Pochi avrebbero pronosticato, leggendo il calendario, che questo match sarebbe stato uno scontro di vertice. E se noi qualche speranziella la coltivavamo, vista l’esperienza e la qualità dei giocatori emersi dalla selezione, non credo che nessuno avrebbe puntato a meno di 1:100 il trovare, a quasi due terzi di gara, la compagine baltica a comandare il plotone.
Uggeri-Vanuzzi in chiusa contro Rubins-Alfejeva e Chavarria-Gandoglia in aperta contro Romanovska-Lorencs.

BOARD 13

Subito la Lettonia ci spiega cosa ci fa lassù in classifica. Attanasio in Nord apre forte, ma è l’unica cosa che riesce a fare: la Alfejeva gli toglie la parola dichiarando i suoi pali e finendo col giocare nel suo seme migliore. Bene, direte voi; ma gli eventi girano in modo tale che Dario incassa solo le sue atout. Attacco fiori, 10 di cuori che tiene (non è certo difficile per la giocante localizzare gli onori mancanti), fiori taglio, asso di cuori, cuori taglio, fiori taglio, cuori taglio. Ora atout verso Qxx, Nord batte i tre giri di atout restando con il 10 vincente, ma la giocante, in mano con la Q di atout, all’undicesima presa presenta la quinta cuori affrancata, e se Dario taglia deve tornare nella forchetta di picche. Più due, nientemeno.
Nulla di grave, visto che la licita si replica perfettamente fotocopiata nell’altra sala, fino al contratto finale: ma con una piccola insignificante variante, che Lorents trova il brillantissimo attacco in atout! Non sembra vero alla Romanovska poter disintegrare le tre briscole del morto, dopodiché vedete bene che le prese a disposizione del povero Gandoglia scendono di molto. Gioca subito cuori al 10 che tiene, e ora a carte nemmeno troppo viste farebbe la mano con un fuorigioco pilotato: Asso di fiori e fiori taglio, picche all’asso (a Nord non giova lo sblocco), fiori taglio, Asso di cuori (siamo a 7) e Q di cuori e Nord deve portare la tredicesima presa al J di cuori: linea possibile anche se non obbligata perché richiede il K secondo di picche in Nord, ma che avrebbe almeno il pregio di minimizzare il down, in zona. Alessandro invece cerca di fare la mano con l’impasse di picche (evidentemente il punteggio minimo dell’apertura forte di Nord è tale da poter ipotizzare il K al compagno) dopo aver tagliato una fiori, Nord gli batte l’ultima atout e lo inchioda al morto. Tre down, cinque prese di differenza nello stesso contratto è quasi un record. Certamente perdere 10 MP in una mano di parziali non è un buon inizio.

BOARD 14

Forse un po’ scosso, Gandoglia non parla mai con la mano di Est con cui molti avrebbero aperto e altrettanti avrebbero riaperto in ultima posizione sul transfer avversario. Il parziale di 2 cuori va 1 down, quindi niente di grave anche se di là in difesa la Manara indovina poco e regala un paio di surlevée. Ci troviamo sotto di 14 dopo due mani banali: forza ragazzi, ora si deve recuperare.

BOARD 15

Uno slam, molto difficile da non chiamare a carte coperte (il 4 cuori di Gabriella è dissuasivo, ma Dario obiettivamente non si può fermare), che si rivela al 50% tondo, indissolubilmente legato com’è alla posizione della Q di cuori. Viene chiamato e perso in entrambe le sale, così come a 21 tavoli su 30 del campionato.

BOARD 16

Board 16, ovvero un brodino. 3SA a entrambi i tavoli, in chiusa manovra Rubins che liscia le prime due cuori. Ora Dario rinuncia ad affrancare il seme e ritorna 9 di quadri, mossa non felice perché distrugge la presa sicura di Gabriella nel seme. Picche verso il J del morto e la Q della Manara che forza l’Asso di cuori, ancora picche per il K e l’Asso e Gabriella deve tornare di nuovo picche. Rubins, che è a book ma ora potrebbe fare la mano, per fortuna sbaglia le due carte successive: prima mette il 10 di picche giocando per la 3-3, e poi fa l’impasse a fiori dalla parte buona (per noi, naturalmente): 2 down.
In aperta l’Asso di cuori viene scardinato subito, Margherita parte logicamente con l’impasse di quadri che non va e la mano è finita: dovendo per forza ricavare una presa dalle picche si toglie il dente giocando subito piccola verso il J e va 1 down, recuperando però 3 MP.

BOARD 17

E’ Gabriella Manara a suonare la riscossa! Si giocano 4 cuori, seguo la mano in aperta dove l’attacco di Asso di picche libera al giocante i due scarti che gli consentono di tagliare la fiori perdente e contenere le perdenti a 3 (una picche e due quadri) e i commentatori chiosano che solo l’”almost impossible lead” di Q di fiori affonderebbe inevitabilmente il contratto. Mi trasferisco quindi nell’altra sala giusto in tempo per assistere al materializzarsi del “quasi impossibile” (un po’ eccessivo come giudizio: l’attacco è stato prodotto a 7 tavoli). Rubins liscia la Q di fiori ma non fa differenza se prende, il down è inevitabile e dai che siamo quasi pari: 13-14.

BOARD 18

Un 4 cuori che si mantiene facilmente a tagli incrociati: curiosamente entrambi i giocanti trascurano la precauzione raccomandata da tutti i testi sacri di anticipare le vincenti laterali prima di avviare la manovra, e si fanno così tagliare l’Asso di picche mandando in fumo la surlevée.

BOARD 19

Sul solito barrage anomalo di Sud la Chavarria dice passo, suppongo, con un certo rammarico, e quando Gandoglia riapre di contro non la ferma più nessuno: 4 picche (scusate se è poco, tutte le cuebid di primo giro) e anche Nord dà un aiutino perché con il suo 5 fiori permette ad Alessandro di parlare libero e non forzato. Ora la compagna deduce la bellezza delle atout e rialza a slam: brava Margherita!
Come sempre la licita dei nostri è più regolare, la Manara sottoapre in multicolor brutta, anche Rubins catapulta il compagno a slam ma Dario ha tutti gli elementi per sospettare che glielo stampino e difende brillantemente in favore di zona. 5 down è un buon mercato rispetto ai 1460 dell’altra sala, e siamo avanti: 21-14.

BOARD 20

In chiusa i siciliani vanno prudenti: Gabriella ripete tranquillamente le sue quadri e si annette il parzialino con surlevée assortite. In aperta, Lorencs salta a 3 quadri su cui la Romanovska ripete il J quinto di picche (non ha molte altre licite a disposizione, una volta deciso di non passare) e Lorencs forse pensa di avere fatto bingo e chiude a manche. Ma l’attacco fiori di Gandoglia toglie subito il sorriso alla giocante. Taglia e gioca quadri, e una seconda fiori la inchioda: scarto di una cuori, la Chavarria prende e torna cuori. Ora due giri di atout e tutte le quadri per scartare più perdenti che si può, ma quando Alessandro taglia (terza presa della difesa) in mano è rimasta ancora la Q di fiori perdente. Doppio score da 6 MP, saliamo a 27-14.

BOARD 21

La manche a picche viene chiamata dai nostri sulla spinta della competizione avversaria a quadri, mentre gli avversari ci arrivano liberamente. Sarebbe una partita discreta, quasi stesa con divisioni amichevoli nei semi neri malgrado soli 21 in linea, ma le carte sono davvero impestate e il down è inevitabile (fra tutti solo l’Austria ha mantenuto questa manche).

BOARD 22

Questa volta i fan di Quinto Fabio Massimo sono i romani: Gandoglia apre 1 fiori, Lorencs entra a 1 quadri e improvvisamente nessuno ha più niente da dire. Le buone divisioni nei semi rossi portano il giocante a nove prese.
Nell’altra sala sembra molto più razionale il contro della Manara, che può giocare tutti gli altri semi; ma questo non scoraggia gli avversari, che approdano a 1SA. Senza sbattersi troppo la Alfejeva forza l’Asso di picche eincassa le sette prese liberate dall’inevitabile attacco quadri. 5 MP agli avversari, 27-19 per noi.

BOARD 23

Una mano che potrebbe produrre swing, ma non lo fa perché le linee orizzontali arrivano rapidamente a 4 cuori e in entrambe le sale Sud non corre l’alea della riapertura. Cosa che sembrerebbe produttiva, perché 4 picche hanno buona probabilità di essere mantenute (per battere bisogna rinunciare ad attaccare cuori e iniziare con l’Asso di quadri per aprire il taglio disponendo ancora del collegamento verso Ovest) e 5 quadri sono comunque un’ottima difesa. Ma sarebbe stata davvero una buona idea? Stuzzicare gli avversari in questa mano potrebbe produrre il deleterio risultato di portarli addirittura a slam, e l’impasse di fiori vincente assicura 12 prese imperdibili. Nell’incontro Israele-Svezia, la doppia riapertura ha prodotto uno swing di 16 MP a favore degli israeliani: mentre in una sala si è giocato 5 quadri (contrato, 1 down) nell’altra Est-Ovest sono stati “costretti” a stampare lo slam, sempre ovviamente contrato, sulla faccia degli avversari.

BOARD 24

Mano che suggella una bella vittoria. In chiusa Rubins apre di 1 fiori e Attanasio va per le spicce e si chiama la sua manche. Andrebbe down di battuta ma dopo Asso di fiori e Asso di quadri Rubins, forse non aiutato dagli scarti della compagna, commette quello che è forse l’errore più grave visto nel match e torna ancora quadri. A Dario non sembra vero, una volta isolata la Q di atout, entrare al morto con l’Asso di cuori e scartare la fiori sul J di quadri.
In aperta la Chavarria passa e apre Nord di 1 picche; successivamente o la licita diventa fortemente convenzionale o c’è un’incomprensione, perché Lorencs sembra appoggiare fino a livello 5 quella che per la Romanovska sembra essere una Splinter (ma naturalmente può esserci un errore dell’operatore BBO, o un cartellino estratto male dal giocante). Sia come sia, il livello 5 raggiunto in questo modo poco chiaro risulta ingestibile e il 2 down conseguente fissa il punteggio finale sul 38-19.

Chiunque abbia fatto sport, a qualsiasi livello, sa che le vittorie più belle sono quelle ottenute in rimonta: perché dimostrano carattere e voglia di non arrendersi. Malgrado la cattiva partenza l’incontro è stato molto ben giocato dai nostri: si potrà non condividere qualche scelta ma non ci sono stati errori veri e propri, e considerato il valore dell’avversario si tratta di una lode notevole.
Dunque ci teniamo stretto questo successo meritato e importante, soprattutto perché ci porta in vetta alla classifica e nemmeno gli ottimisti più sfegatati avrebbero mai sperato di poter contemplare il panorama da un punto così elevato. Ora bisognerà confermarsi e non sarà facile, ma certamente questa squadra sta dimostrando, carta dopo carta, di valere davvero molto.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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