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Quando c’era il quiz

La smazzata seguente è tratta da un torneo a inviti a mani preparate disputato all’inizio degli ormai lontani anni ’70. Il tema tecnico però, al solito, è assolutamente attuale. La moda degli Olympic imperversò fin dagli anni ’50. Era quella l’epoca in cui si stavano consolidando le conoscenze tecniche sul gioco della carta, sviluppate nella letteratura bridgistica del dopoguerra. Tali conoscenze sono tutt’oggi alla base del sapere di tutti i campioni. Gli Olympic venivano organizzati come tornei individuali dove i vari giocatori insieme alle carte estraevano degli astucci un bigliettino di istruzioni che comprendeva la dichiarazione, l’attacco e poteva al massimo arrivare fino alle prime mosse dello sviluppo del gioco. Un solo giocatore era in realtà il vero destinatario del quiz di ogni smazzata, ma fino alla fine del gioco non era spesso evidente quale costui fosse fra i tre giocanti. A partire dalla fine degli anni ’80 gli Olympic cedettero il passo alle sfide al computer. Una delle ultime gare di questo tipo fu vinta dal nostro impareggiabile Benito Garozzo a Ginevra nel 1990. Recentemente queste competizioni sono passate di moda. Un po’ per la reale difficoltà di predisporre quiz sempre più complicati, ma molto è dovuto anche alla scomparsa del loro maggiore organizzatore protagonista, lo svizzero Bernasconi. La crescita tecnica dei campioni ha messo così a dura prova i candidati organizzatori dei quiz che da una ventina di anni a questa parte di gare individuali come queste non se ne sente più parlare. Ma ritorniamo ora nel 1971. A giocare sono personaggi come Wohlin, Romanet, Besse, Roudinesco , Reese e tanti altri. Noi senza farcene accorgere ci avviciniamo ad un tavolo…

La dichiarazione:

1NT = 15-17 P.O. non quinte nobili

Il 2Fiori di Ovest mostra i maggiori. Miss Landy era già ben nota nel mondo del bridge.

Contratto: 3NT da Sud
Attacco: CuoriJ per la Vostra CuoriQ, in Est, che rimane in presa.


Come impostereste il vostro contro gioco?
Il vostro compagno ha certamente la quinta di picche. Va rimarcato che all’epoca dei fatti l’apertura di 1NT con la quinta maggiore era stata messa fuori commercio. Per aver attaccato cuori da sequenza interrotta, dovete verosimilmente attribuire al partner la quinta anche in questo seme. Certamente possiede un onore alto a cuori e quindi a lato delle stesse dovrebbe avere non più di quattro o cinque punti onori.

Che fare? Un ritorno picche sembra naturale, ma altrettanto invitante è anche l’idea di intavolare la FioriQ. Dopotutto se l’altro onore del compagno fosse proprio in questo colore il contratto sarebbe in tal modo inesorabilmente battuto. L’Est di turno – che non era certamente uno sprovveduto – giocò proprio fiori ed ecco quello che successe. La smazzata completa:


In presa col FioriK il dichiarante non si fece incantare dalle quadri e iniziò con tre giri di picche fino a cedere l’Asso ad Ovest. Egli a sua volta fece saltare l’CuoriA di Sud mentre Est si liberava di un fiori e di un quadri ed il morto del Quadri9.

Seguì una quadri al QuadriJ che Est ovviamente filò e poi fiori per l’Asso della mano ed infine un quarto giro di picche. La situazione a cinque carte dalla fine era:


Sull’ultima picche di Sud, Est si rese ben conto che stava per essere messo in presa. Il dichiarante infatti conosceva dal passo iniziale di Ovest la posizione del QuadriK. Ad Est a questo punto non sarebbe rimasto altro che seccarsi il suo QuadriK sperando di confondere il giocante sulla distribuzione dei resti. Tuttavia era altrettanto evidente che il dichiarante possedeva il conto esatto anche della distribuzione oltre a quello del punteggio, avendo Ovest mostrato esattamente la sua 5-5 e avendo poi rifiutato sul secondo giro di fiori. Così Est si arrese come un buon giocatore di scacchi costretto a portare le ultime due prese di quadri al morto e con esse il contratto.

In Ovest sedeva un famoso campione del passato. Egli si rimproverò non poco di non aver attaccato col Cuorik! “Una delle solite mani preparate mormorò, intendendo anche altro. A ben guardare è discutibile non poco che il problema consistesse proprio nell’errore evidenziato dal nostro Ovest. Il 3NT di Sud era arrivato da una situazione dichiarativa piuttosto stretta. Con i complementi a quadri e le teste a fiori il giocante avrebbe ben dichiarato 3NT anche con solo una donna terza di cuori. E questa era una situazione certamente non meno probabile che non la donna secca dal compagno oppure dal morto… Volendo fare l’avvocato del diavolo ci sarebbe da aggiungere che a maggior ragione le mani preparate sono candidate ad avere soluzioni tecnicamente convincenti e non ispirate e fortunose. Allora… tutto per il meglio… o c’è qualcosa che la difesa avrebbe potuto fare ma non aveva fatto? Se fino ad ora avete condiviso il controgioco di Est vi invito a rivedere la vostra opinione.

Mettetevi nuovamente nei panni di Est in presa al primo giro con la CuoriQ e considerate meglio la posizione. Se il vostro compagno avesse un onore secondo di fiori il dichiarante avrebbe qualcosa come

Picche K Q 2   Cuori A 8 5  Quadri 6 3 2 Fiori A75.

Ma con simili carte Sud non avrebbe certamente lisciato il primo giro di cuori rischiando il down sul ritorno fiori, magari stanti le quadri ripartite tre e due! Pertanto il vostro compagno dovrebbe avere certamente un onore alto di picche. Se disponesse anche di un onore intermedio nel colore il giocante non avrebbe modo di arrivare in porto. Ma se QJ di picche fossero nelle mani del giocante ? Effettivamente era proprio questo il caso. Con tre prese di picche a disposizione di Sud anche filare un giro di quadri non sarebbe bastato ad evitare le nove prese tramite la messa in presa finale. Ecco così profilarsi il quadro dell’ intera smazzata.
Non è banale questo tipo di analisi perché richiede un serio approfondimento di una situazione che a prima vista ci appare come di contro gioco evidente. La soluzione, come dimostrato al tavolo, evidente proprio non era. Avete trovato il modo di battere la mano?

Il modo di battere c’era, ovviamente, pur se limitato all’ipotesi che il dichiarante fosse partito col doubleton di quadri. Si trattava niente di meno che di muovere quadri subito al secondo giro, in presa con la CuoriQ, nella speranza di scollegare il morto. Un contro gioco che è anche contro natura forse, ma va considerato che, visto che non potete battere il contratto in velocità affrancando cinque prese, giocare quadri non vi può costare nulla. Un giro di quadri dovrete pur lisciarlo poi! Perché non anticipare il colpo? Per arrivare a otto prese il giocante dovrà necessariamente passare dalle picche di Ovest e sarà la volta del vostro compagno allora di rigiocare quadri. Il dichiarante chiuso in mano alla fine sarà così costretto a portarvi tutte le sue perdenti .

Molti di Voi avranno già risolto questo problema senza bisogno di leggere fino a questo punto. Ricordate però che siete avvantaggiati enormemente dalla consapevolezza che si tratta di una mano interessante, particolare, e non della solita ordinaria amministrazione. Un contro gioco del genere non è certamente alla portata di tutti. Queste sono quelle smazzate che ci passano sopra e ci lasciano convinti che non c’era nulla da fare. Di giocare il colore avversario e per di più regalando palesemente una presa… non ci passa proprio per la mente! Un campione però penso sia in grado di farlo anche al tavolo. Certo che per farlo bisogna disporre di una tecnica davvero notevole, che ci consenta di ravvisare a colpo d’occhio la potenziale posizione di squeeze e messa in presa e di intravedere la possibilità di scollegamento Ma è a quel punto che interviene la differenza sostanziale fra il modo di pensare del campione e quello dei pur esperti bravi giocatori. Che consiste nell’avere consolidato dei meccanismi di autodifesa dalla naturale pigrizia che ci porta a considerare banali molte situazioni senza fare lo sforzo di approfondirle pur di risparmiare energie. La difficoltà maggiore di questa mano sta proprio nella ricostruzione meticolosa delle carte avversarie.

Il tema tecnico della mano è molto comune e sfruttato nella letteratura tecnica bridgistica. La smazzata riportata potrebbe non essere perfettamente fedele all’originale perché ho ricostruito le cinquantadue carte sulla base dei miei ricordi non avendo più a disposizione la documentazione originale.

Coloro che non avrebbero mai fatto un contro gioco così, compreso il vostro narratore, possono consolarsi. Come hanno potuto vedere sono in ottima compagnia.

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Ruggero Pulga

Ruggero Pulga (PLR009), ingegnere, ha una lunga e folgorante carriera anche nel mondo del Bridge, che culmina con la medaglia d'argento ai Campionati del Mondo a squadre Senior 2017.

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