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Omaggio ad un Campione

La smazzata che segue è tratta da un torneo di tanti anni fa. Un insolito danese a squadre miste che si disputò verso la fine degli anni ottanta al Cenobio dei Dogi di Camogli. Si giocava col sipario, vera novità per allora. Dalla mia parte del tavolo sedeva una signora di bell’aspetto che non conoscevo. Dopo un po’ di minuti arrivò al tavolo anche l’altro avversario, che si sedette dietro il sipario in ritardo ed un po’ trafelato. A giudicare dai colpi di tosse oltre che dalle premure e dalle attenzioni che gli erano rivolte dalla compagna, doveva presumibilmente trattarsi di una persona anziana. Incominciammo a giocare. Nulla di importante nelle prime tre smazzate quando, con il vostro cronista seduto in Sud, capitò questa mano dove E-O erano vulnerabili.

Attacco Fiori10. Dopo una simile dichiarazione Ovest nell’altra sala aveva scelto l’attacco atout penalizzando il contratto di una presa. Queste erano le carte:

L’attacco Fiori10 al posto del più logico attacco atout derivò certamente da una certa sottovalutazione della dichiarazione avversaria.

Ad ogni buon conto presi in mano l’attacco e proseguii quadri alla QuadriQ fino al QuadriK della signora in Est. La bella signora traversò cuori che rimase alla mia CuoriQ. Di nuovo quadri questa volta per l’Asso di Ovest, che coerentemente a questo punto ripeté cuori.

Ora mi trovavo in mano e giocai fiori taglio e QuadriJ dal morto scartando cuori di mano. Il contro di Ovest unito al mancato attacco atout lasciavano temere fortemente la cattiva ripartizione 4-0 delle picche. L’unica chance in tal caso sarebbe stata un finale a tagli incrociati.

Fidandomi del contro ricevuto proseguii con un quarto giro di quadri tagliando con il PiccheJ che rimase in presa, mentre Ovest si liberava di una fiori. Ora di nuovo fiori tagliata e quindi proseguii con un’altra cuori tagliata con la PiccheQ in mano. A questo punto Ovest… sottotagliò con il di Picche2! Tutto come previsto. Eravamo a sole tre carte dalla fine in questa situazione che mi pareva ormai senza storia. Il diagramma era certamente il seguente dove deve muovere Sud e realizzare ancora due prese per mantenere l’impegno.

Sembrava davvero una mano finita… Ma quando giocai il Picche3 per il Picche4 di Est ed il Picche7 del morto, pregustando il meritato successo, spuntò un imprevisto quanto beffardo Picche9 da parte di Est !

Che cos’era successo? Avevo forse perso il conto delle carte? Niente affatto, perché la vera situazione a tre carte era:

Ed in effetti la distribuzione iniziale della mano non era quella che vi avevo presentato, ma era quest’altra:

Quell’innocuo gentiluomo aveva sottotagliato… con la fiori in mano da scartare !!! Forse per distrazione, chissà? Rimasi confuso per il resto dell’incontro che fortunatamente era solo di otto mani. Alla fine del match mi alzai per conoscere chi aveva fatto quell’incredibile giocata. Ma lui più veloce di me mi precedette “Pulga, come stai? E’ un po’ che non ti si vede a Milano”

Mario Franco aveva già allora forse più di settant’anni, ma era di sicuro ancora ben più sveglio di me. Ascoltai quel giorno una lezione di umiltà e di umanità come è capace di darci il nostro bel gioco. Per questo , sperando di averne tratto nel tempo almeno un po’ di profitto, ringrazio ancora quel campione.

 

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Ruggero Pulga

Ruggero Pulga (PLR009), ingegnere, ha una lunga e folgorante carriera anche nel mondo del Bridge, che culmina con la medaglia d'argento ai Campionati del Mondo a squadre Senior 2017.

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