FederbridgeHomeIn ricordo di

Roberto Luchin

Un fulmine a ciel sereno. Un ragazzo, un uomo, marito e padre di due bimbi, luce dei suoi occhi, con una vita davanti. Non era un bridgista, buon per lui, ma un collega e un amico che ad un certo punto ha scelto di fare altro nella vita, motivato dalla voglia di realizzarsi e affrancare il suo futuro. Ottimista e altruista, con una sensibilità unica. Poi, all’improvviso, la vita lo ha messo di fronte ad una dura, durissima, critica realtà: la leucemia. È successo tutto per caso. Lo ha scoperto facendo una camminata in montagna che fisicamente lo aveva affaticato più del dovuto e in maniera smisurata rispetto allo sforzo fisico.

Da lì esami, controlli e poi il verdetto, non privo di speranze e soluzioni.

Eppure tutto è svanito. È stato un attimo, non è stato possibile nemmeno metabolizzare il problema: era malato, troppo malato. Roberto ci ha lasciato, ma ci ha provato in tutti i modi a restare. La sua famiglia è stata certamente la sua forza e sarà la sua continuità. Noi… ci ritroviamo la notizia all’improvviso, senza poter fare più nulla. Resterà nei nostri ricordi. Ciao Roby!

Rossella Ugolini

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

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