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Bridge e viaggi al tempo del coronavirus

Sono Cristina Minelli, docente di matematica in un liceo scientifico di Milano, giocatrice di bridge (insieme al mio compagno Fabio Cremonesi), insegnante di bridge nel mio liceo e appassionata di viaggi. Come tutti gli insegnanti adeguo le mie vacanze al calendario scolastico e amo visitare posti nuovi seguendo la mia passione per il bridge. Fino a poco tempo fa dovevo visitare i siti delle varie nazioni alla ricerca di tornei di bridge in corrispondenza delle vacanze scolastiche della mia scuola (il sabato purtroppo lavoro e questo riduce di molto la possibilità di partecipare ai festival e tornei di bridge). Poi ho scoperto il sito Bridgescanner ed ora è molto più semplice riuscire a scovare tornei in corrispondenza alle mie vacanze. Ormai sono un’esperta di organizzazione viaggi sia per me che per i miei amici che spesso si affidano a quello che hanno soprannominato “Tour operator Minelli”. Mi diverto a trascorrere molto tempo alla ricerca degli hotel col miglior rapporto qualità prezzo, dei voli più economici e dei possibili tour da abbinare ai tornei di bridge. Al ponte dei morti ci siamo recati a Madeira, isola bellissima, durante un Festival di bridge, anche se abbiamo potuto partecipare solo ad un pretorneo. Per Carnevale avevamo prima pensato a Budapest ma il fatto che si giocasse coi tablet ci ha spinto a non andare (saremo antichi ma il bello del bridge sta anche nel maneggiare le carte e spillarle una per una). Poi avevamo valutato il torneo di Madrid ma essendo un po’ fuori città e avendo già visitato la capitale spagnola avevamo rinunciato finché non è apparso su bridgescanner il torneo di Gexto, cittadina satellite di Bilbao sul mare. L’idea di passare 3 giorni a Bilbao ci è subito piaciuta: adoriamo la Spagna per la cucina e il clima e abbiamo già partecipato a dei bei tornei a Barcellona e Sitges. Inoltre il torneo si svolgeva nel prestigioso Real club Marittimo sulla spiaggia di Gexto e si articolava su due giornate venerdì e sabato includendo anche la cena del venerdì. Dopo una breve consultazione su Skyscanner scopro che Bilbao è comodissima: volo diretto di 2 ore da Malpensa e autobus che in 15 minuti porta dall’aeroporto in città. Partenza giovedì alle 1320 e ritorno domenica alle 10.00 di mattina con Vouling compagnia low cost spagnola. Dopo una breve consultazione con Fabio contatto come sempre l’organizzatore del torneo, il gentilissimo Manuel De La Maza, sia via mail che su Facebook per gli ultimi dettagli e passo alla prenotazione del volo. Ora si tratta di cercare l’hotel, visto che mancano solo 2 settimane vado su Booking e opto per un hotel non rimborsabile (cosa mai potrà accedere in 2 settimane ?!?) Il 4 stelle Mercure Albia. Come per tutti i miei viaggi faccio un salto in biblioteca a prendere la guida Lonely Planet dei Paesi Baschi e inizio a organizzare la vacanza. Venerdì 21 Febbraio mentre sono a scuola arriva la notizia di 2 casi di Coronavirus a Codogno. Sabato mattina scopro che lo spareggio del societario del pomeriggio a cui devo partecipare è stato annullato e nel weekend la situazione precipita come tutti sapete. Sembra tutto assurdo a noi di Milano: fino a pochi giorni fa il virus era visto come qualcosa di lontano e irraggiungibile, l’Italia un’eccellenza per averlo isolato per prima e Milano il simbolo dell’operativa italiana. Milano si trasforma in una città surreale: niente traffico, mezzi semivuoti, locali e cinema chiusi. Sicuramente c’è il vantaggio di non andare a scuola o al lavoro per qualche giorno, ma a nessuno milanese piace vedere la città in ginocchio. La situazione peggiora quando appaiono i primi casi in Europa tutti collegati agli italiani e cominciamo ad essere considerati indesiderati: alle Maldive Lombardi e Veneti non vengono fatti scendere dall’aereo e un treno non viene fatto entrare in Austria. Dalla Spagna nessuna novità ma Fabio, molto più assennato di me, martedì sera mi prospetta tutte le sue perplessità sulla nostra imminente partenza: c’è la possibilità che appena atterrati si venga messi in quarantena, che non ci facciano giocare al torneo o che ci guardino male al primo colpo di tosse, dovendo vergognarci di dire di essere italiani. Leggiamo inoltre online i quotidiani spagnoli dove il Covid-19 e la sua diffusione in Italia si trovano in prima pagina. A malincuore convengo con lui sull’inopportunità del viaggio ma mi concedo un giorno di tempo per raccogliere informazioni.
La sera stessa mi attivo sui social: scrivo a Manuel ricordandogli che siamo italiani e siamo prenotati per il torneo chiedendogli se ci sono problemi, contatto l’hotel per sapere se la prenotazione è confermata, messaggio Bocchi che abita in Spagna per capire come sono visti gli italiani in questo periodo, mi iscrivo al gruppo Facebook “italiani a Bilbao” per chiedere la loro opinione e infine contatto Vouling e l’aeroporto Malpensa. Bocchi mi risponde subito tranquillizzandomi dicendomi che non ci sono problemi. Mercoledì mattina ricevo anche le altre rassicurazioni: l’hotel ci aspetta (anche se siamo italiani), Manuel ci dice che per lui non ci sono problemi per la nostra partecipazione al torneo, la compagnia aerea, l’aeroporto e il sito della Farnesina confermano che la Spagna non ha attivato nessuna restrizione per i viaggiatori italiani. Rincuorata passo allora alla preparazione dei bagagli ricordando di prendere anche la Convention Card in spagnolo. Giovedì mattina, dopo aver provato la febbre per non incorrere in problemi all’aeroporto, anche se un po’ timorosi ci avviamo in aeroporto. Dopo un fugace incontro con Belen che, in partenza per Parigi, deve essere chiamata dai microfoni poiché, impegnata a scattare foto coi fans, rischia di perdere l’aereo arriviamo all’imbarco del nostro volo. L’assistente ci informa che il volo è pieno e ci chiede se qualcuno vuole imbarcare i bagagli in stiva. Penso che anche molti altri avranno avuto dei dubbi sulla partenza ed infatti più di metà aereo risulterà vuoto: mai viaggiato così comodi anche se qualcuno dei passeggeri è dotato di mascherina. Giunti a Bilbao veniamo fatti sbarcare senza alcun controllo e ci viene semplicemente consegnato un depliant informativo. Usciti vediamo dei giornalisti che intervistano qualcuno, pensiamo una celebrità, ma poi scopriremo dal giornale del giorno dopo che stanno intervistando uno spagnolo che aspetta la figlia in arrivo dall’Italia e alcuni italiani in arrivo da Milano sul coronavirus.
Procediamo senza intoppi verso l’hotel e già dall’autobus ammiriamo la bellezza del Guggenheim Museum.
La sera giriamo per il Casco Viejo, centro storico di Bilbao, purtroppo sotto una pioggia battente ma la felicità per essere giunti indenni alla nostra meta, dopo avervi quasi rinunciato, compensa tutto. Venerdì veniamo ricompensati con una bella giornata di sole con 20 gradi e ne approfittiamo per visitare tutto quello che si può della citta all’aperto restando impressionata da Maman e Puppy (le due gigantesche sculture fuori dal museo raffiguranti un ragno e un cane di fiori). Nel pomeriggio con la metro raggiungiamo Gexto comune spagnolo sull’estuario del fiume che attraversa Bilbao. Dopo una bella passeggiata ammirando le ville del posto e il faro raggiungiamo il Real Club Maritimo Del Abra dove veniamo accolti con calore da Manuel De La Maza. Troviamo già pubblicate le posizioni ai tavoli e, accanto al nostro nome, notiamo la scritta ITALIANI (la nostra speranza di passare inosservati finisce qui…) mentre tutti gli altri partecipanti sono spagnoli del posto. Il torneo di 27 mani trascorre tranquillamente per le successive tre ore e nessuno sembra troppo preoccupato quando, accortisi del nostro scarso spagnolo ci chiedono da dove veniamo. Durante il nostro turno di riposo chiacchieriamo con Manuel, che ricordiamo di aver già incontrato al torneo di Biarritz, delle bellezze di Bilbao, del torneo e delle conoscenze comuni: oltre a Norberto conosce anche Steve e la coppia Di Franco e Manno. Per la cena ci spostiamo nell’elegante salone del club e capitiamo ad un tavolo internazionale con Manuel, i futuri vincitori del torneo, e due giocatori uno francese e uno inglese ormai cittadini spagnoli. Dopo l’ottima cena ed un dignitoso sesto posto rientriamo in metro a Bilbao.
Sabato, giornata piovosa, andiamo a visitare il Museo che ci piace molto e nel pomeriggio ci ripresentiamo al torneo per la seconda sessione. Tra alti e bassi perdiamo un paio di posizioni finendo ottavi, forse qui la nostra aggressività in licita non ha sempre portato ottimi risultati contro una sala che gioca ancora 1sa 16/18. Intanto la notizia della nostra provenienza si è diffusa tra i giocatori ed ho sentito qualche nota di preoccupazione ma nulla di esplicito. Dopo la premiazione salutiamo tutti ringraziandoli per la bella esperienza e rientriamo velocemente a Bilbao per gustarci la cena da Berton ottimo ristorante dove abbiamo mangiato almeno una volta al giorno assaggiando tutte le specialità: i famosi pintxon (tipo tapas) il chuleton (bistecca da 1 kg con l’osso servita su una griglia con carbone di quercia), i calamari alla griglia o nel loro nero) e il polpo alla galiziana.
Domenica mattina il volo delle 8.00 ci riporta in Italia, felici di essere riusciti a realizzare anche questo nostro viaggio senza problemi, e pronti ad affrontare le limitazioni, anche bridgistiche, che la regione Lombardia ci sta imponendo in questo periodo difficile.
Cristina Minelli

Redazione

Bridge D'Italia è la rivista ufficiale della Federazione Italiana Gioco Bridge

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