Colpo di Vienna

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Il colpo di Vienna è un tipo di squeeze in cui si trasferisce una minaccia in un colore da una delle mani del dichiarante all’altra. Per fare questo, il giocante incassa un onore e concede il controllo del seme a uno degli avversari. Conserva però l’onore immediatamente inferiore, che rimane come minaccia per l’altra linea.

Questo colpo è stato descritto per la prima volta nelle cronache di una partita che si tenne a Vienna nel 1863.

Sud sta giocando 7SA e l’avversario attacca con il Fiori6.

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Il dichiarante ha 4 prese a Cuori (cinque prese quando, sulla quarta Fiori, Ovest sarà obbligato a scartare la quinta Cuori), 4 prese a Fiori (Fiori divise 3-3), QuadriA e PiccheA. Sembra possa realizzare il contratto solo se PiccheK e QuadriK sono ben piazzati, ma, come si può vedere, solo il QuadriK è in impasse.

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Sud prende in mano l’attacco Fiori e incassa quattro prese nel colore. Ovest scarta una Cuori, il dichiarante gioca una Quadri del morto ed Est scarta una Picche.

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Sud incassa l’PiccheA, ovvero il suo controllo nel colore. Dama e Fante di Picche rimangono come carte-minaccia: l’avversario è costretto a conservare il PiccheK per non trasformarle in vincenti.

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Ora Sud incassa quattro giri di Cuori.

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Sulla quinta Cuori si completa il colpo. Est scarta una Picche, mentre Sud abbandona la PiccheQ, trasferendo la minaccia nel colore dalla sua mano a quella del morto. Ovest deve scegliere se abbandonare il PiccheK, liberando due prese a Nord, o la Quadri, affrancando la terza Quadri di Sud.

Secondo le cronache, a quel tempo si giocava con due morti. Questa diversa formula veniva chiamata whist, un gioco riconosciuto come predecessore del nostro bridge. Nella mano, quindi, il dichiarante poteva vedere sia le carte di Nord che di Ovest. 

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